Questa nuova fase decorativa è attinta da Francesco Grue dall'arte dei maestri rinascimentali, e dal suo genio rinnovata: tipici di queste produzioni sono i grandi piatti da parata dipinti con tecnica minuziosa e con l'uso di una tavolozza di raffinati colori dai toni autunnali. Il repertorio figurativo è spesso tratto dai grandi artisti del '500 e del '600, in particolar modo del fiorentino Antonio Tempesta e del grande pittore barocco Annibale Carracci. In questa maiolica, commissionata dagli Alarcon y Mendoza feudatari del territorio castellano, è da notare in particolar modo in basso, al centro della tesa, una gru, lo stemma della famiglia Grue, con all'interno le iniziali dello stesso Francesco Grue: «f[ranciscus] g[rua] s[ignavit]».