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Venerdì, 05 Maggio 2017 16:50

Marsala. Presi due tunisini, “scafisti” di professione. Regolarmente domiciliati in Italia

Risultati essere “scafisti” dediti al traffico di migranti ed al contrabbando di sigarette e la Compagnia della Guardia di Finanza di Marsala ha proceduto negli scorsi giorni al fermo

 

A sbarco appena avvenuto erano stati fermati n. 8 immigrati clandestini, mentre cercavano di nascondersi tra i canneti prospicienti la spiaggia ove era attraccato il gommone, a bordo del quale erano stati anche rinvenuti ben 320 kg. di sigarette di contrabbando.

 

I successivi sviluppi investigativi, corroborati dalle informazioni assunte dai 'migranti' fermati, hanno consentito di ricostruire le modalità del viaggio: circa 7 ore per attraversare il Canale di Sicilia, dalle coste tunisine per approdare su quelle siciliane, ammassati a bordo di un gommone equipaggiato con due motori potentissimi, sotto la costante minaccia di armi e violenza da parte degli organizzatori.

 

Il provvedimento di fermo è stato emanato dalla Procura della Repubblica di Marsala all’esito di indagini scaturite da uno sbarco di immigrati clandestini intercettato lo scorso febbraio sulle coste di Capo Granitola, con l’ausilio dei mezzi aerei e navali del Gruppo Aeronavale di Messina e della Sezione Operativa Navale di Mazara.

 

Sulla base degli elementi così acquisiti, è stato quindi possibile individuare, mediante riconoscimento fotografico, i due “scafisti” che sono stati poi condotti in carcere.

 

Nei loro confronti, pertanto, la Procura della Repubblica di Marsala, condividendo le risultanze investigative, ha emesso il provvedimento di fermo di indiziato di delitto: verso i due, rispettivamente di 30 e 27 anni, entrambi di origini tunisine, regolarmente domiciliati sul territorio nazionale, il primo a Marsala,l'altro risultava residente a Cesena.

 

 

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