Fu presentato l'anno scorso da Luciano D'Alfonso, presidente di regione. Milioni di euro dal Masterplain vengono assegnati a paesini, cittadine molto più piccole di Montesilvano, per lavori importanti, interventi sul depuratore, bonifiche, per non parlare del recupero di edifici di pregio, chiese, monumenti, piazze, in conformità all'indirizzo annunciato da sempre da D'Alfonso, del turismo religioso.
Per Pescara 123mila abitanti, 100mln di euro in un anno hanno cominciato a sgorgare dalla fonte del Masterplain. Per Montesilvano, quasi 60mila, avrebbe avuto un senso logico aspirare a 50 mln di euro, invece ne è stata quasi del tutto esclusa.
Mentre la politica cittadina si dipana attraverso talk show in consiglio comunale su tutto e niente, la pioggia di finanziamenti corre in tutto l'Abruzzo e la città è a secco di grana.
Era atteso uno slancio in avanti, un'azione costante come una goccia cinese, dell'Amministrazione Maragno, decisa a partecipare alla spartizione dei pani e dei pesci, in continuità dei Sindaci del passato, molto passato.
Invece l'economia della città appare quasi isola a sé. Un castello in mezzo al mare. Escludendo i finanziamenti dello Sprar, diretti all'accoglienza e per le politiche sociali, dei ministeri, arriva poco nelle casse comunali. Le opere rimangono incompiute, qualche migliaio di spiccioli rimediati, non sostanziose somme, nonostante il Masterplain contempli 1.498.622 euro di somma totale.
Ben 125mln le risorse riservate al turismo e cultura in Abruzzo, turismo prettamente religioso.
Montesilvano vanta almeno tre splendide parrocchie di interesse storico: Villa Carmine, San Michele Arcangelo e Madonna della Neve. Sarebbe competitivo il recupero di Villa Delfico, di proprietà del Comune, dato il progetto che c'è dietro: mostra internazionale, concorso e libro. Montesilvano deve accontentarsi del solito Milione e mezzo per Stella Maris, di proprietà della regione, quello dei tempi di Testa e Cilli, e sperare in un reale recupero del Saline con i 22mln di euro da dividere con l'Alento, fiumi SIR.
Bussare alle porte del potere per la città in cui si è stati eletti non è peccato, ' era il momento' di farlo.