Quarto incontro, oggi, in un bar della piazza del Municipio di Montesilvano, questa volta, tra Pierluigi Spiezia, rappresentante Fnsi del CRAM Abruzzo e la comunità italo venezuelana locale. Ad organizzare è Carmen Passariello, da anni presidente della Comunità in città, punto di riferimento anche per coloro che abitano nei comuni vicini. Presenti anche il responsabile dello IAT, con sede al PalaDeanMartin, e l’assessore Deborah Comardi, italo-venezuelana anche lei.
All’ordine del giorno tutte quelle questioni burocratiche da affrontare per gli italiani che tornano in Patria, dopo anni all’estero, e si ritrovano esclusi dalla vita sociale del luogo. Per primi si sono affrontati i punti critici della sanità, sia per abruzzesi all’estero, sia per coloro che rientrano, e poi tutti quei problemi di burocrazia, diritti, cittadinanza e altri adempimenti che possono diventare un vero e proprio incubo per chi decide di tornare.
Il Giornalista Pierluigi Spiezia, del Consiglio degli abruzzesi nel mondo, è un tassello molto importante per gli italiani all’estero, è un contatto, in particolare, con il Venezuela. Spesso è intervenuto per fatti molto gravi, come l’arresto del politico di origine Abruzzese Giuseppe Di Fabio, ingiustamente arrestato, ora vive a Pescara. “Il CRAM per gli abruzzesi all’estero, in Venezuela, mette a disposizione strutture sanitarie, farmaci, interventi chirurgici, di sostentamento. Quando ritornano sono spesso stranieri, così noi li informiamo sulla burocrazia, i diritti, come pensione, reddito di cittadinanza, e a chi rivolgersi”. E mette in risalto un ostacolo enorme, “il titolo di studio conseguito nel Paese straniero qui in Italia non è riconosciuto, a differenza della Spagna, così questa situazione costringe molti a svolgere lavori umili, pur essendo laureati e qualificati”.
Carmen Passariello, tra i problemi, evidenzia quello che rappresenta una pena nel cuore per gli italo venezuelani, “ci relazioniamo tra noi, ma desideriamo farlo con gli italiani” e a quanto pare per molti diventa sempre più difficile. “Non chiediamo nulla, solo poter socializzare e rientrare nel tessuto della vita sociale”. Passariello fa notare che Montesilvano e l’Abruzzo, “non sono attrezzati” per “accogliere chi decide di tornare” e afferma: “servono corsi professionali, per insegnare un lavoro, ci guadagnano tutti, la città, che avrebbe figure specializzate come barman, ad esempio, e le persone, anche gli italo venezuelani”. Il responsabile dello Iat, Theo, ha annunciato corsi per l’integrazione sociale e gite, come fa sapere Passariello, che cogliendo l’opportunità della presenza dell’assessore Comardi propone uno sportello per i venezuelani, il Cram ha dato la sua disponibilità, a Montesilvano per informare chi ritorna.
“Comardi dice che è a disposizione”.