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Giovedì, 22 Aprile 2021 18:43

Documenti: Personaggi illustri pianellesi Don Nicola de Andrea

Scritto da Remo di Leonardo.

Don Nicola de Andrea nacque a Pianella il 14 maggio del 1764 da Valerio De Andrea e Anna Saveria Di Zio.

Nel Catasto Onciario del 1746 è presente una famiglia d'Andrea composta da Valerio, Niccolò, Andrea, Sabbatino, Susanna, Silvestra, Rosa e dalla madre Costanzia di Girolamo che abitano nel Rione della Madonna della Neve.

Nel 1856 un certo D. Carlo de Andrea è nell'elenco dei benefattori del comune di Pianella per la restaurazione del convento di PP. Domenicani.

Appena undicenne, nel 1775, fu avviato da uno zio sacerdote, agli studi al Seminario di Chieti Teatino, dove diventò sacerdote.

Nel 1782, all'età di 18 anni, si iscrive all'Arcadia con lo pseudonimo (anagramma) di Clarinto Enaade. Ebbe contatti con illustri personaggi come quelli di Marrano, de Martiis, Dragonetti e di Armellini. Scrisse il "Trattato della vera Religione".

A soli ventidue anni, nel 1786, gli fu concessa la Cattedra di Grammatica nello stesso Seminario Teatino. L'anno successivo, il suo Vescovo di Atri-Penne Monsignor Bonaventura Calcagnini lo chiamò al Seminario vestino ad insegnare lettere, filosofia e matematica.

Tre anni dopo, nel 1789, causa ristrutturazione dell'edificio, De Andrea lasciò il Seminario di Penne e rientrò, quale insegnante, in quello di Chieti.

Anche qui rimase per tre anni. Nel maggio del 1792 la Maestà di Ferdinando IV lo insigniva di Regia Cura nella Patria sotto il titolo di S.s. Salvatore. I Pianellesi lo accolsero con gioia e commozione "per la purezza della lingua e la schiettezza del cuore".

Dopo due anni, nel 1794, il proprio Vescovo "lo elesse" ad Arciprete in Rosciano affidandogli oltre il governo della chiesa di Santa Maria e San Nicola, anche quello di altri paesi vicini compresa l'oasi orientale greco-ortodossa di Villa Badessa. A Rosciano, con l'arrivo di Don Nicola de Andrea, molti giovani studenti furono bramosi di istruirsi alla scuola del maestro. Insegnò logica, metafisica ed etica.

La parrocchia del S. Salvatore aveva giurisdizione fino a Piano di Coccia e recepiva rendite di beni situati fino ad Alanno.

Nel 1804, ottenuto il canonicato di Pianella da l'Augusto Ferdinando IV, si diede con tutto zelo alla predicazione delle varie chiese d'Abruzzo conquistando, "con la parola illuminata e con il calore della sua viva e sentita eloquenza, l'animo degli uditori colti e popolari". Qui compose diverse liriche.

Intanto, grazie alla volontà del Re (Ferdinando IV di Borbone), e del Pontefice (Pio VII) nel 1816 con la riapertura del Seminario di Penne, il De Andrea fu chiamato dal Vescovo Monsignor D. Domenico Ricciardone a dirigere il Collegio e, per le sue eccezionali doti, venne insignito dei titoli di 'Esaminator Prosinodale dell'universa Diocesi', 'Prefetto della Congregazione de' Casi Morali', 'Lettor Teologo', 'Capo e Reggente del Seminario'.

Nel 1826 chiamato dalle sue naturali attitudini didattiche e dal suo amore per la gioventù, tornò rettore e maestro in Divinità presso il Seminario di Penne, dove rimase fino a che gli acciacchi della vecchiaia non lo costrinsero ad abbandonare l'insegnamento.

Fece in tempo a tradurre dal latino le 'Orationes' del filologo Marc Antoine Muret (1526-1585), precettore di Montaigne.

Come viene riportato nel suo certificato di morte, morì a Pianella, nella propria casa, alle ore otto, il 19 ottobre del 1833, testimoni furono: Giuseppe di Leonardo, Clemente Sborgia, davanti al Sindaco barone Camillo de Felici.

Don Nicola De Andrea donò il suo patrimonio in opere pie. Stese un testamento di proprio pugno «perché in esso egli erse un pingue legato a favore del Reverendo Capitolo di Pianella, di molti beni fondi, il cui valore somma meglio di ducati mille, non che di ducati settecento, resultanti da tanti Capitali in denaro, ingiungendo l'obbligo di tante Messe in cadauna semmana, non che altri ufficii, e riti santi, e da ultimo la dotazione di due Orfane fanciulle in ogni anno, elette tra le ascritte alla congrega del Sacro Cuore di Gesù, da lui stesso eretta nella città di Pianella ».

All'illustre personaggio pianellese Don Nicola de Andrea il canonico di Cepagatti Raffaele d'Ortensio, (1807-1888) scrive e pubblica, nel Dicembre 1834, per i caratteri della Tipografia Angeletti di Teramo, il suo saggio:"Elogio funerale di Niccola De Andrea" dedicato al "Ch. D. Giacinto Armellini' -giureconsulto e magistrato nativo di Bucchianico (Chieti),1780-1858.

Dell'erudito, educatore, oratore, canonico pianellese ancora ci sarebbe da scrivere e da ricercare, comprese lo studio delle sue opere rimaste ancora nell'oblio.

 

Bibliografia:

 

Le Città d'Abruzzo, Pianella e il suo risveglio, SEBAM Lanciano 1928, Vol. VII.

Le Città d'Abruzzo, Pianella e il suo risveglio, cura e con l'introduzione di Vittorio Morelli. ottobre 2018, Tip. Graffio, Cepagatti (PE), ristampa dell'edizione S.E.B.A.M. Lanciano 1928.

 

Facebook 30 aprile 2020- Mario Nardicchia, Niccola de Andrea (1764-1833): erudito, educatore, oratore, canonico pianellese. Raffaele d'Ortensio, (1807-1888) 1834, Tipografia Angeletti di Teramo, "Elogio funerale di Niccola De Andrea".

 

Foto. Certificato di morte di D. Nicola De Andrea.

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