Mercoledì, 23 Giugno 2021 19:17

DDl Zan. Vaticano: differenza sessuale, prospettiva antropologica derivata dalla Rivelazione divina

Draghi: "Nostro stato è laico." Ma è proprio esattamente così?

Ddl Zan, la nota verbale con la quale la Segreteria di Stato del Vaticano ha chiesto l’intervento del governo italiano per modificare il disegno di legge volto ad arginare l’omotransfobia.

"La Segreteria di Stato, sezione per i Rapporti con gli Stati, porge distinti ossequi all’Ecc.ma Ambasciata d’Italia e ha l’onore di fare riferimento al disegno di legge N.2005, recante 'misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità', il cui testo è stato già approvato dalla Camera dei Deputati il 4 novembre 2020 ed è attualmente all’esame del Senato della Repubblica".

"Al riguardo - spiega la nota consegnata il 17 giugno scorso all’ambasciata d’Italia presso la Santa Sede - la Segreteria di Stato rileva che alcuni contenuti dell’iniziativa legislativa — particolarmente nella parte in cui si stabilisce la criminalizzazione delle condotte discriminatorie per motivi ‘fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere’ — avrebbero l’effetto di incidere negativamente sulle libertà assicurate alla Chiesa cattolica e ai suoi fedeli dal vigente regime concordatario. Ci sono espressioni della Sacra Scrittura e delle tradizioni ecclesiastiche del magistero autentico del Papa e dei vescovi, che considerano la differenza sessuale, secondo una prospettiva antropologica che la Chiesa cattolica non ritiene disponibile perché derivata dalla stessa Rivelazione divina".

"Tale prospettiva è infatti garantita dall’Accordo tra la Santa Sede e la Repubblica italiana di Revisione del concordato lateranense, sottoscritto il 18 febbraio 1984. Nello specifico, - osserva la nota - all’articolo 2, comma 1, si afferma che 'la Repubblica italiana riconosce alla Chiesa cattolica la piena libertà di svolgere la sua missione pastorale, educativa e caritativa, di evangelizzazione e di santificazione. In particolare è assicurata alla Chiesa la libertà di organizzazione, di pubblico esercizio del culto, di esercizio del magistero e del ministero spirituale, nonché della giurisdizione in materia ecclesiastica'. All’articolo 2, comma 3, si afferma ancora che 'è garantita ai cattolici e alle loro associazioni e organizzazioni la piena libertà di riunione e di manifestazione del pensiero, con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione’".

La Segreteria di Stato auspica "pertanto che la Parte italiana possa tenere in debita considerazione le suddette argomentazioni e trovare una diversa modulazione del testo normativo in base agli accordi che regolano i rapporti tra Stato e Chiesa e ai quali la stessa Costituzione Repubblicana riserva una speciale menzione. La Segreteria di Stato, Sezione per i Rapporti con gli Stati, si avvale della circostanza per rinnovare all’Ecc.ma Ambasciata d’Italia i sensi della sua alta considerazione".

La risposta di Draghi: siamo Stato laico.

"Il nostro è uno Stato laico, non è uno Stato confessionale". Sono le parole del presidente del Consiglio, Mario Draghi, al Senato. "Il Parlamento è libero di discutere e legiferare, sono considerazioni ovvie. Il nostro ordinamento contiene tutte le garanzie per assicurare che le leggi rispettino sempre i principi costituzionali e gli impegni internazionali, tra cui il Concordato con la Chiesa", dice "senza voler entrare nel merito della questione" del ddl Zan, dopo le notizie relative alla posizione assunta dal Vaticano."Voglio infine precisare una cosa, che si ritrova in una sentenza della Corte Costituzionale del 1989: la laicità non è indifferenza dello Stato rispetto al fenomeno religioso, la laicità è tutela del pluralismo e delle diversità culturali", ha detto ancora.

Laico? Sicuro?

La dichiarazione di Draghi dovrebbe diventare legge costituzionale per poter dire con tutta tranquillità che lo Stato italiano sia laico, fermo restando la libertà di culto e l'eguaglianza religiosa.

Laicità dello Stato italiano si desume dal combinato disposto 8, 19, 20 della Costituzione italiana che manca di un articolo in cui si postuli chiaramente questa posizione, a differenza, ad esempio della Turchia.

E' vero che l'Italia non è Stato confessionale, non esiste più religione di Stato, grazie al protocollo I del nuovo Concordato del 1984.

Se è vero che scomparve il principio della confessionalità dello Stato italiano, il Cattolicesimo era l'unica religione, di contro non fu mai dichiarata la laicità costituzionale, ma una 'neutralità' dello Stato italiano in materia religiosa. Alcuni giuristi ritengono che ci sia un 'confessionalismo democratico', altri che la laicità sia 'tendenziale', 'convenzionale' perchè comunque l'influenza della Chiesa sulla società italiana è sempre molto preponderante.

Fa riflettere, infine, il fatto che la Chiesa cattolica stipula in rapporto di preminenza con lo Stato Italiano rispetto alle altre religioni che lo fanno in modo diverso, attraverso lo strumento delle Intese.

Pertanto Draghi, che ha espresso un concetto rivoluzionario per questo Stato, per renderlo ufficiale, dovrebbe diventare legge scritta e si dimostri approvando la Legge Zan definitivamente.

Così lo Stato non è laico dichiarato. Inutile insistere, rimangono parole spot.

 

Ultima modifica il Mercoledì, 23 Giugno 2021 20:06