Giovedì, 14 Ottobre 2021 11:50

Abruzzo/No greenpass, Nico Liberati: vogliamo l'abolizione, è discriminatorio

Nico Liberati foto Angela Curatolo

Intervista video in esclusiva a Nico Liberati, leader del movimento Greenpass Abruzzo. Spiega le ragioni della movimentazione e precisa che sono contrari e si dissociano da qualsiasi forma di violenza perchè non appartiene alle persone del movimento: noi rispettiamo e ci raccogliamo solo  intorno alla Costituzione

E' un movimento trasversale, le persone prima di luglio non si conoscevano. "120 piazze".

Desiderano che venga abolito il Greenpass, perchè ritenuto discriminatorio, divide la popolazione e genera sentimenti negativi in un clima atipico e pesante. Nico Liberati, reduce da uno sciopero della fame e sete, concluso in ospedale, si 'ribella' con azioni non violente in stile Gandhi- Pannella, aborra le aggressioni e desidera solo che lo Stato ricrei le condizioni per un clima di pacificazione sociale. 

Non sono contrari al vaccino in sè, ma alle conseguenze che provoca la certificazione a scuola, all'Università e al lavoro. Formula proposte e alternative.

Tutto qui.

Liberati fa presente che c'è un tentativo di criminalizzare i nogreenpass, operare "alchimie mediatiche" ma insiste a incontrare le Istituzioni per chiarire la propria posizione.

E' stato ascoltato dai rappresentanti politici in regione: il presidente Marco Marsilio, Nicoletta Verì e Quaresimale. La riunione è durata oltre due ore ma è stata importante e fruttifera e Liberati è riuscito a strappare comunque un impegno sulla posizione No greenpass.

In alternativa al vaccino i no greenpass propongono: termoscanner, "costati alla regione fior di quattrini", tamponi gratuiti, controlli, soprattutto all'ingresso della scuola e Università.

L'unica richiesta difficile da accogliere per l'Ente è la spesa dei tamponi, per le scarse risorse da poter destinare, per ragioni di bilancio.

Nell'intervista video ci sono altri particolari interessanti riferiti da Liberati, ingegnere pescarese, sempre sensibile ai diritti civili e questa volta alla libertà di vaccinarsi, soprattutto l'idea di imposizione ai minori, a rischio discriminazioni, ha fatto scattare la voglia di difendere le proprie posizioni e di tanti altri sull'argomento.