QUELL’ ALIENO TERRESTRE CHIAMATO “DONNA”
Chi sei tu che davanti a me
come un giunco ti ergi
e con la grazia dell’incedere mi sommergi?
Forse sei un sogno o una visione…
Ti percepisco con tutti i sensi.
Percepisco la tua particolare essenza,
le tue onde dorate che fluttuano
sopra due luminose stelle
nella cui orbita il mio sguardo prima si perde
e poi ritorna,
è rapito e poi si smarrisce
nella lunga scia di un sorriso,
luce nella via lattea del dolce tuo viso,
perla incastonata nella perfetta conchiglia
di un morbido corpo.
Dimmi, da quale pianeta provieni, da quale universo,
tu che ti muovi in modo così etereo,
emanando un profumo leggero?
Vorrei avere metà della tua grazia,
un quarto della tua dolcezza,
un terzo della tua sensibilità materna,
che nel suo grembo ogni essere accoglie.
Vorrei avere qualcuno dei tuoi pregi,
nella giusta quantità che basta a rendermi migliore,
a farmi capire che sei più terrestre
di quanto io possa immaginare
perché tu possiedi un grande dono,
il dono dell’amore.