Martedì, 13 Giugno 2023 10:20

Il partito senza Berlusconi. Cosa può succedere? In tilt FI. Fughe verso FdI e Lega

La morte di Silvio Berlusconi manda in tilt Forza Italia. Da giorni si parla di fughe di azzurri verso FdI e Lega e si fa sentire il fattore Renzi.

Una piccola folla di giornalisti e operatori, già dalle prime ore di questa mattina, presidia l'ingresso di Villa San Martino, la residenza di Silvio Berlusconi, il leader di Forza Italia morto ieri a 86 anni all'ospedale San Raffaele di Milano. Un grande striscione con scritto 'Grazie in eterno presidente' è comparso questa mattina su una siepe che costeggia la villa, a firma dei tifosi della curva del Monza calcio.

Che fine farà Forza Italia, a cominciare dal suo simbolo?

Statuto alla mano, la titolarità dell'uso in qualsiasi competizione elettorale dello storico emblema azzurro ideato nel '93 e lanciato l'anno successivo, quello della discesa in campo, appartiene al tesoriere del partito pro tempore, ovvero ad Alfredo Messina, ex manager Fininvest, che attualmente riveste la carica di commissario-amministratore nazionale. Tecnicamente è lui il depositario e qualsiasi decisione sul 'brand' dovrà passare da lui. "Da statuto così è previsto, io sono il depositario del simbolo e nessuno ha chiesto di cambiare lo statuto", aveva precisato Messina un mese fa all'Adnkronos.

Prova, ora, dopo la dipartita del leader a rasserenare gli animi il tesoriere azzurro Alfredo Messina: ''E' una perdita enorme, per il Paese, per tutti noi. E ora il partito deve andare avanti per portare avanti le idee del presidente. Nella storia di Fi -certamente ci sono stati alti e bassi, momenti di sofferenza. Ma nessuno pensa di chiudere questo progetto che il presidente ha iniziato nel '94''. Non a caso,nonostante il lutto, l'attività di Fi non si ferma. "Domani -annuncia l'uomo dei conti forzisti- ci sarà il Comitato di presidenza di Forza Italia per approvare il bilancio. Il partito è in grado di sostenersi e può sopravvivere, è un atto dovuto alla memoria del presidente Berlusconi. Una volta il partito era formato da 70-80 dipendenti, ora ne ha solo 12. Abbiamo ridotto spazi, affitti, stipendi. Affronteremo tutti i problemi che si presenteranno", assicura.

Il partito si regge grazie alle fideiussioni personali del Cav che di fatto fino ad oggi era il principale finanziatore, con circa 100 milioni di euro di crediti, anche se negli ultimi anni Fi è diventata sempre più un affare di famiglia. "Berlusconi -ricorda Messina tesoriere di Forza Italia ed ex manager Fininvest- aveva concordato con le banche un piano di rientro, e' diventato lui creditore del partito, al posto delle banche, vantando 100 milioni di crediti. Certamente i figli di Berlusconi, con la morte del padre, diventano creditori del partito". Ex manager Fininvest, Messina, si augura che i figli possano seguire le ''orme del padre'' e spera che Mediaset resti in mano italiana''.

Chi prenderà in mano le redini ora?

Spetterà al coordinatore nazionale Antonio Tajani prendere in mano le redini del movimento nato nel '94 e decidere sul da farsi? Secondo l'ex ministro Claudio Scajola lo dice a chiare lettere: ''Ora Tajani deve aprire una riflessione politica all'interno di Fi per traghettarla verso un nuovo percorso politico, lui ha l'equilibrio per farlo''. E c'è già chi chiede l'indizione di un Congresso nazionale, perché solo da questo passaggio potrà nascere qualcos'altro, un percorso.

Per ora tutti pensano a dare l'ultimo saluto al leader: i funerali ci saranno mercoledì pomeriggio al Duomo di Milano. Marta Fascina, in ascesa nel partito, rimasta al fianco di Berlusconi al San Raffaele, insieme alla famiglia dell'ex premier.

Intanto Giuliano Urbani e Gianfranco Miccichè: ''Senza Silvio Fi è finita'', l'ex ideologo azzurro aggiunge: ''Avrei voluto che lui dedicasse più tempo al partito proprio per lasciare un'eredità. E, invece, l'ha talmente legato a se stesso, che adesso morendo lui, penso sia inevitabile che muoia anche il suo sogno...". Sulla stessa linea Miccichè, che non crede a un Congresso nazionale: ''Non ci sarà più Forza Italia. Muore con Silvio. E' un fatto scontato. Il nostro non è un partito da Congresso per sapere chi prende la direzione del partito. Assisteremo alla lite su chi è proprietario del simbolo, a chi non lo è, già so come andrà a finire", pronostica l'ex commissario regionale Fi in Sicilia, che aggiunge: ''Ma ora non voglio pensarci, voglio solo capire quando saranno i funerali e se saranno pubblici".

Le parole del presidente di Governo Giorgia Meloni

Riuscirete a non litigare senza Silvio Berlusconi? "Penso che glielo dobbiamo. Io sono molto fiera del fatto che Berlusconi abbia visto un altro governo di centrodestra, che abbia contribuito a quel governo di centrodestra". Così la premier Giorgia Meloni in un passaggio della lunga intervista, realizzata dal direttore Tg5 Clemente Mimun. "Anche quella è stata una delle sue tante grandi eredità e chiaramente per noi oggi questa è una responsabilità in più e non è facile perché, bene o male, lui oltre a essere il collante era anche quello che tra noi aveva più esperienza. Per questo averlo, potersi confrontare con lui era un elemento che ti tranquillizzava in tante cose. Lui c'era passato prima e aveva fatto bene", ha aggiunto.

Ultima modifica il Martedì, 13 Giugno 2023 10:47