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Venerdì, 01 Settembre 2023 14:39

Orsa Amarena uccisa. Indagato uomo di 56 anni. L'indignazione degli animalisti e del mondo politico.

L'uomo che ha sparato dovrà rispondere del delitto di uccisione di animali, l'orsa era insieme ai cuccioli. Il Parco nazionale d'Abruzzo: "Danno enorme. Non aveva mai creato problemi all'uomo". Marsilio: "Atto gravissimo". Enpa: "Pronta denuncia"

 Uccisa Orsa Amarena a fucilate nel Parco nazionale d'Abruzzo. Mai fatto male a nessuno. (giornaledimontesilvano.com)

L'orsa Amarena uccisa in Abruzzo con una fucilata a distanza ravvicinata. A sparare e ad uccidere l'orsa verso le 23.00 di ieri sera, un 56enne che ora risulta indagato e dovrà rispondere del delitto di uccisione di animali. "L'Orsa Amarena è stata colpita da una fucilata esplosa da un uomo alla periferia di San Benedetto dei Marsi, fuori dal Parco e dall’Area Contigua. Sul posto sono prontamente intervenute le Guardie del Parco, in servizio di sorveglianza, vista l’area in cui Amarena era scesa coi suoi cuccioli. Sul posto è intervenuto il veterinario del Parco con la squadra di pronto intervento, che però ha potuto accertare solo la morte dell’orso vista la gravità della ferita", aveva annunciato stamane, via Facebook, il Parco nazionale d'Abruzzo.

Riportato da Adnkronos.

''L’uomo è stato identificato dai Guardiaparco e poi sottoposto ai rilievi a cura dei Carabinieri della locale stazione, intervenuti a seguito della loro chiamata. I rilievi per accertare la dinamica dei fatti sono in corso e andranno avanti tutta la notte, così come il personale del Parco è impegnato a individuare i due cuccioli dell’orsa per valutare il da farsi'', si leggeva ancora. ''L’episodio è un fatto gravissimo, che arreca un danno enorme alla popolazione che conta una sessantina di esemplari, colpendo una delle femmine più prolifiche della storia del Parco. Ovviamente non esistono motivazioni di nessuna ragione per giustificare l’episodio visto che Amarena, pur arrecando danni ad attività agricole e zootecniche, sempre e comunque indennizzati dal Parco anche fuori dai confini dell’Area Contigua, non aveva mai creato alcun tipo di problema all’uomo'', la conclusione del post.

Il sistema di sicurezza, in atto per la salvaguardia degli orsi marsicani, messo in campo dai carabinieri e dal personale del parco è scattato alla percezione del colpo di fucile da caccia legalmente detenuto da chi ha utilizzato l’arma dopo aver notato la presenza del plantigrado all’interno del giardino di casa. I militari, subito arrivati sul posto, hanno sequestrato il corpo dell'animale, preso poi in consegna dal servizio veterinario del Parco Nazionale d’Abruzzo. Sequestrata anche l'arma incriminata, il bossolo espulso e altre armi possedute dal presunto responsabile. Il 56enne, indagato dalla Procura di Avezzano, dovrà rispondere del delitto di uccisione di animali e della contravvenzione di abbattimento di un esemplare di orso. Le operazioni svolte dagli investigatori dell’Arma hanno, comunque, arginato epiloghi più gravi di quanto verificatosi in considerazione che l’orsa Amarena era in compagnia dei suoi due cuccioli, sfuggiti alla minaccia delle armi.

Earth: Amarena uccisa senza motivo.

"Amarena è stata uccisa senza motivo, non aveva mai aggredito nessuno e se aveva provocato qualche danno agli allevatori locali questi sono stati sempre risarciti". È il commento espresso da Valentina Coppola, presidente nazionale dell’associazione animalista EARTH, a seguito della recente uccisione dell’orsa nel Parco nazionale d’Abruzzo da parte di un individuo, successivamente identificato dalle Forze dell’Ordine come L.A., che ha aperto il fuoco contro l’animale ferendolo mortalmente con un fucile. I cuccioli dell’orsa sono ancora troppo piccoli per sopravvivere da soli, attualmente i guardia parco li stanno cercando nel tentativo di porli in salvo. "A uccidere Amarena – prosegue Coppola – è stata anche la fiducia nell’uomo, poiché gli animali selvatici che divengono confidenti corrono poi il rischio di incontrare questi delinquenti. È per questa ragione che noi di EARTH ribadiamo continuamente di non avvicinarli e di non offrire loro cibo". Allo specifico riguardo, l’Associazione animalista EARTH ha conferito mandato ai propri legali di depositare denuncia presso il Tribunale competente per territorio allo scopo di venire riconosciuta “parte offesa” e, quindi costituirsi successivamente in giudizio in qualità di parte civile per agire nei confronti del responsabile dell’uccisione dell’orsa.

"La morte di Amarena – conclude la presidente dell’Associazione EARTH – è ancora più grave se si considera che con lei è andata perduta l’orsa più prolifica del Parco Nazionale d’Abruzzo, oltre al fatto che i suoi cuccioli, qualora si dovesse riuscire a salvarli evitandone la morte, saranno poi costretti a vivere in una riserva se allevati da umani".

 Oipa: Tragedia conseguenza della “caccia alle streghe” che alcune Amministrazioni locali stanno aprendo in Italia nei confronti di orsi e lupi colpevoli solo di fare gli orsi e i lupi

L’orsa Amarena, uno dei simboli del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (Pnalm), è stata uccisa a fucilate stanotte alla periferia di San Benedetto dei Marsi (AQ). L’autore del reato di cui sono state diffuse le iniziali, LA, è stato identificato. L’orsa Amarena è l’ennesima vittima non solo della pericolosità sociale d’individui cui pure si concede il porto d’armi, ma anche del clima d’odio nei confronti dei grandi carnivori fomentato in Italia da alcuni esponenti politici. Così l’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa), che si costituirà parte civile nel processo che si aprirà e che auspica una condanna esemplare nei confronti del soggetto, sgomenta dopo avere appreso la notizia diffusa dal Pnalm.

Mentre il personale del Parco è alla ricerca dei due cuccioli, evidenziamo come questa tragedia sia una delle conseguenze della “caccia alle streghe” che alcune Amministrazioni locali stanno aprendo in Italia nei confronti di orsi e lupi colpevoli solo di fare gli orsi e i lupi. Ricordiamo che a livello nazionale si sta cercando di deregolamentare la caccia nei confronti di specie protette anche a livello europeo cercando la sponda della stessa Ue.

L’uccisione di Amarena e il dramma che stanno ora vivendo i suoi cuccioli è l’espressione di una propaganda malata, che crea paura e punta solo a intascare voti di chi vuole la legge del taglione per qualche danno, sempre risarcito.

Apprezziamo il tono addolorato del comunicato del Parco, tono molto diverso da quello di altri gestori di territori in cui sono presenti i plantigradi. La nostra battaglia per la loro difesa nelle aule giudiziarie non si fermerà.

Enpa: "Pronta denuncia"

"L’uccisione dell’orsa Amarena è un fatto di una gravità inaudita che ci riempie di dolore. L’uccisione a fucilate di un’orsa buonissima, amata da tutta la popolazione va purtroppo inserita in una stagione di odio e di paura ingiustificata contro i grandi carnivori, fomentata da certa politica, che attraversa incredibilmente il Paese da nord a sud". Lo ha dichiarato in una nota Carla Rocchi, Presidente Nazionale dell’Enpa. "Amarena era un simbolo – ha aggiunto Rocchi – un’orsa accettata da tutta la comunità del Parco, un esempio di sana e rispettosa convivenza tra uomo e animali selvatici. Una mamma, tra l’altro, con cuccioli. Contro l’autore di questo terribile biocidio Enpa presenterà questa mattina denuncia per uccisione di animali e si costituirà parte civile chiedendo il massimo della pena. Ma occorre rendere adeguata ai tempi la norma sul bracconaggio: le pene per i bracconieri sono insufficienti. Per questa ragione occorre immediatamente mettere mano alla norma e inasprire le pene: il bracconaggio deve diventare un delitto e prevedere sicuramente il carcere". E ancora: "Basta con questo clima diffuso di odio e di paura contro i grandi carnivori, primi fra tutti orsi e lupi. Gli insopportabili provvedimenti ammazza-orso del Trentino e la volontà di dare mano libera agli amministratori locali nella condanna a morte di orsi e lupi, in queste ore riecheggiano tristemente nelle valli dell'Abruzzo: solo ipotizzare di uccidere un selvatico perché lo si ritiene dannoso o pericoloso significa avallare culturalmente la possibilità (o peggio la necessità) di premere il grilletto". Infine, l'Enpa ringrazia le "Guardie del Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise e ai Carabinieri che sono subito intervenuti sul posto e identificato lo sparatore. Siamo vicini al Parco, ai suoi dirigenti e alla sua comunità per questo che è un vero lutto anche per tutti noi".

Denuncia anche da LEAL

L’orsa Amarena, simbolo del Parco Nazionale d’Abruzzo, è stata uccisa a fucilate questa notte alla periferia di San Benedetto dei Marsi. Il responsabile è un bracconiere che è già stato identificato dai Guardaparco e Carabinieri.

Amarena, amata da Abruzzesi e turisti, era diventata una star grazie ai video delle sue discrete apparizioni in paese seguita dai cuccioli: passava tranquilla per poi tornare nei boschi.

La notizia della sua morte avvenuta per mano di un uomo addolora tutti. Ci auguriamo che i suoi cuccioli, la cui presenza è stata segnalata tra Gioia dei Marsi e Lecce dei Marsi, vengano presto ritrovati.

Gian Marco Prampolini, Presidente di LEAL commenta: “I nostri legali stanno preparando la denuncia nei confronti di chi ha sparato. Evidenziamo che l’attuale Governo sta creando una situazione incandescente nei confronti di orsi, lupi e selvatici in generale. Delegare responsabilità e giustificare le uccisioni di specie selvatiche facendole passare come le uniche soluzioni per la sicurezza dei cittadini non fa che incoraggiare il bracconaggio e alimentare un clima d’impunità dove in troppi si sentono legittimati a commettere crimini e a sfidare leggi e giustizia. L’uccisione di Amarena è un atto gravissimo, ci costituiremo parte civile”.

Il mondo politico.

Marsilio: "Atto gravissimo"

"La notizia dell'uccisione a colpi di fucile dell'orsa Amarena rappresenta un atto gravissimo nei confronti dell'intera Regione che lascia dolore e rabbia per un gesto incomprensibile. In tutti questi anni le comunità fuori e dentro ai parchi hanno sempre dimostrato di saper convivere con gli orsi senza mai interferire con le loro abitudini". Lo dichiara in una nota il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio. "Mai un orso ha rappresentato in Abruzzo un qualunque pericolo per l’uomo, neanche quando si è trovato a frequentare i centri abitati. L'atto violento compiuto nei confronti del plantigrado non ha alcuna giustificazione. Confidiamo nelle indagini che sono state avviate dalle forze dell'ordine e dai vertici del parco, che hanno già individuato il responsabile, affinché la giustizia faccia il suo corso. Sono pronto a costituire la Regione come parte civile contro questo delinquente per tutelare l’immagine e l’onorabilità della nostra gente. Invito le comunità locali e tutti i turisti a continuare ad osservare tutte le norme prescritte affinché gli animali presenti sul territorio possano vivere indisturbati nel loro habitat", ha concluso Marsilio.

Imprudente: priorità i cuccioli

"È con profondo sgomento che apprendiamo dell’atroce uccisione dell’orsa Amarena, un simbolo del nostro Abruzzo. Questo inspiegabile atto rappresenta un grave affronto ai valori di convivenza e rispetto per la natura che tutti noi condividiamo, nonché alla biodiversità della nostra meravigliosa regione” Così, il vice presidente della Regione Abruzzo con delega ai Parchi e all’Ambiente, Emanuele Imprudente, sulla notizia dell’uccisione dell’orsa. “La Regione Abruzzo – continua Imprudente – grazie alla collaborazione del servizio Foreste e Parchi con il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, ha strutturato una serie di strumenti di tutela, monitoraggio e miglioramento dello stato di conservazione dell’Orso bruno Marsicano tra cui: l’approvazione del PATOM (Piano d’Azione nazionale per la tutela dell’orso bruno Marsicano), l’istituzione del Focal Point, l’approvazione del protocollo d’intesa con RFI per migliorare la permeabilità delle infrastrutture ferroviarie da parte della fauna selvatica, l’accordo con il PNALM per l’indennizzo dei danni agli allevamenti di bestiame e ai piccoli pollai familiari e l’adozione di una strategia regionale di sviluppo sostenibile orientata all’istituzione di corridoi ecologici, oltre all’adozione di protocolli comportamentali per tutelare la presenza dei plantigradi nella zona”. “Nonostante tutti gli sforzi compiuti – conclude Imprudente – purtroppo non siamo riusciti a evitare la tragedia. In questo momento la nostra massima priorità è garantire la protezione e il benessere dei cuccioli di Amarena. Faremo tutto quanto è in nostro potere per preservare la loro sicurezza, confidando nel lavoro delle forze dell’ordine e del Parco nazionale”.  

FDI: si a Marsilio, Abruzzo si costituisca parte civile.

"L'uccisione della nostra orsa Amarena è un atto grave che va condannato senza se e senza ma". È perentorio il commento del senatore abruzzese di Fratelli d'Italia e capogruppo della commissione Ambiente, Etelwardo Sigismondi, sulla notizia della persona che ha ucciso a fucilate l'orsa. "Amarena, l'orsa più famosa d'Italia - continua Sigismondi - che solo pochi giorni fa si era resa ancora protagonista con i suoi cuccioli di scene tenerissime, questa volta, nel centro di San Sebastiano dei Marsi, era un pezzo d'Abruzzo amato da residenti e turisti. Ritengo criminoso il gesto di chi ha voluto macchiarsi in modo così vile della morte dell'animale. Condivido appieno la posizione espressa dal presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, che intende far costituire l'ente parte civile in favore della reputazione e di una essenza tutta abruzzese", conclude il senatore di FdI.

Marinelli: “Uccisione Orsa Amarena atto gravissimo. Indignazione sia forte e unanime”


“L’uccisione dell’Orsa Amarena è un atto gravissimo. Da parte nostra non possiamo che auspicare in primo luogo che le indagini e la giustizia facciano rapidamente il loro corso, che le responsabilità siano accertate e adeguatamente, severamente sanzionate”: lo dichiara Daniele Marinelli, segretario del Partito Democratico abruzzese.
Per Marinelli “è importante adesso che l’indignazione, a tutti i livelli, dalle comunità locali fino alle istituzioni della nostra regione, sia forte e unanime. Che sia chiaro che l’uccisione dell’Orsa Amarena è un colpo al cuore dell’Abruzzo, a un modello di convivenza tra persone e animali nella natura che è e deve rimanere un modello. Da difendere sul versante culturale, da tutelare in ogni modo”.

Marcozzi: colpo al cuore

“L’uccisione dell’orsa Amarena per mano dell’uomo è una notizia gravissima, un colpo al cuore dell’Abruzzo che provoca indignazione, sgomento e tristezza, oltre a essere un danno reputazionale e di immagine incalcolabile. Si tratta di un gesto per cui il responsabile sarà chiamato a rispondere in ogni sede, ed è per questo che condivido la volontà del Presidente Marsilio di costituire la Regione come parte civile. Amarena è stata un vero e proprio simbolo dell’Abruzzo, capace di convivere e di diventare parte integrante della nostra comunità, ed è anche per questo che siamo chiamati a prenderci cura dei cuccioli rimasti senza una madre. Davanti a tanta e immotivata cattiveria rimaniamo senza parole. Bisogna lavorare affinché certi drammatici episodi non si ripetano”. Lo afferma il Consigliere regionale di Forza Italia Sara Marcozzi.

 Movimento 5 Stelle, Giorgio Fedele: Di fronte all'ignoranza e alla giustizia fai da te, siamo tutti chiamati a fare di più

"Ho appreso con sconcerto e indignazione dell’uccisione dell’orsa Amarena, avvenuta questa notte in una zona periferica di San Benedetto dei Marsi. Non ci sono parole né giustificazioni per un così deprecabile gesto, frutto della violenta mano dell’essere umano. Un gesto che va condannato con fermezza e decisione, senza alcuna attenuante e chi lo ha compiuto dovrà rispondere di fronte alla legge. Mi chiedo il perché di tanta cattiveria, perché invece di imbracciare il fucile non sono stati avvisati i guardiaparco e perché non si è cercata soluzione alternativa alla giustizia fai da te. In questi giorni si aggirava con i suoi due cuccioli che, adesso, vanno messi al sicuro, nutriti e svezzati in assenza della loro madre. L’orsa Amarena, come Juan Carrito erano simboli di questa regione, e lo resteranno per sempre. Ma adesso dobbiamo impegnarci una volta di più per tutelare e salvaguardare gli esemplari che vivono con noi sulle nostre montagne, ben tenendo a mente che l’orso marsicano è una specie in via di estinzione. La gravità di quanto accaduto ci spinge ora ad andare oltre una gestione ordinaria e tradizionale. È il momento di riflettere sulle politiche di gestione della fauna selvatica e sulla loro efficacia. In questi anni ho ascoltato le richieste di coloro che vivono a stretto contatto con il mondo animale, ed è per questo che ritengo indispensabile agire per una convivenza migliore, pacifica e che, soprattutto, possa educare i più giovani a un maggiore rispetto dell'ambiente che li circonda. Di fronte all'ignoranza e alla giustizia fai da te, siamo tutti chiamati a fare di più", a dichiararlo è il Consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Giorgio Fedele.

Ultima modifica il Venerdì, 01 Settembre 2023 17:42