Ieri in Consiglio comunale una delibera ha fatto scattare la scintilla tra i banchi della maggioranza in tenuta stagna sino a questo momento. In un'aula semivuota si sarebbe consumato un momento di bagarre tra il sindaco e il consigliere di FDI Marco Forconi che, con Paola Ballarini, è uscito, (nb precisazione) non facendo venir meno il numero legale, “assottigliando ulteriormente la scarsa rappresentanza dei consiglieri di maggioranza in seno al consiglio”. E questo è avvenuto durante la presentazione del testo urbanistico che chiedeva una modifica alla variante per trasformare da destinazione artigianale a commerciale uno storico terreno di via Ruffilli, riportato oggi su molti quotidiani cartacei, perchè pare che dovrebbe sorgere un nuovo supermercato a emblema di un noto discount. Fuori onda streaming, affermano i giornali, il primo cittadino avrebbe avuto un diverbio terminato da Forconi con una parola che ricorda un'allegra canzone di Alberto Sordi.
La delibera e il consiglio comunale sono stati sospesi. Si vedrà nei prossimi giorni come si evolverà la faccenda non solo per la vicenda supermercato, anche per la questione maggioranza: verrà ricomposto il dissidio?
Intanto sul suo profilo il consigliere di opposizione Romina Di Costanzo scrive un post a commento di quanto è avvenuto:
In conformità con le tendenze mediatiche nazionali, il Consiglio Comunale di Montesilvano diventa palcoscenico di raffinata esibizione dei “fuorionda”…
È stato come assistere alla direzione di un'orchestra (tra l’altro numericamente incompleta) di suonatori improvvisati e senza una partitura, che pian piano svuotano il golfo mistico lasciando il direttore alla sua furia, con la bacchetta in mano!
La nostra presenza al Consiglio Comunale di ieri, anche se sofferta dall’ascolto della pessima sinfonia, è stata motivata dal senso di responsabilità nei confronti dei cittadini, che altrimenti avrebbero pagato il prezzo delle mancanze nei processi decisionali. Tuttavia, questa azione di responsabilità non implica alcuna limitazione alla nostra capacità di esprimere giudizi o opinioni sulle dinamiche politiche in atto.
Il Sindaco non può permettersi dispoticamente di dettare le regole su cosa possiamo dire o come commentare quanto accaduto oggi in Consiglio Comunale.
È evidente che, una volta conclusa la fase di distribuzione delle risorse e degli incarichi, il Consiglio Comunale abbia sperimentato una perdita notevole di coesione e solidità. Il Sindaco, figura chiave dell'esecutivo, ha perso il controllo della sua stessa maggioranza! Quella che era una maggioranza bulgara all’indomani delle elezioni, che poteva contare su ben 19 consiglieri, oggi sembra sciolta come neve al sole, forse più fragile di un castello di sabbia in piena marea.
Ciò che è emerso ieri getta luce su una realtà politica che ha dimostrato una coesione basata solo su motivazioni contingenti piuttosto che su un progetto condiviso e una visione strategica a lungo termine per la città. Abbiamo assistito ad una Caporetto che ha fatto emergere un vuoto cosmico di leadership e di incapacità nel poter prendere decisioni nette. Sorprendentemente, l'unica delibera che sembrava avere un po' di peso su una questione di urbanistica è riuscita a far crollare tutto il castello di carte.
Inutile evidenziare le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Altre città stanno ottenendo finanziamenti enormi, mentre noi sembriamo incapaci di sfruttare le risorse a disposizione. Basta pensare che persino un minuscolo paesino come Calascio, con appena 125 abitanti, è riuscito a ricevere in proporzione molto di più dal piano!