Davanti alla Casa di Accoglienza che li ospita gli attivisti dalle 15 tengono una fiaccolata, hanno portato doni ai bambini per dare sostegno.
Nel giorno in cui sarebbero dovute iniziare le perizie psicologiche sui bambini, il Tribunale dei minori dell'Aquila ha disposto l'allontanamento della mamma dai 'bimbi del bosco' e il contestuale trasferimento dei minori dalla casa famiglia in cui sono ospitati ormai da quattro mesi. Si legge su Ansa. Una decisione che ha scatenato una ridda di polemiche e il duro commento anche di Giorgia Meloni che ha attaccato i giudici.
“Il reinserimento del minore nella famiglia d’origine dovrebbe essere l’obiettivo centrale di ogni intervento di tutela, non una soluzione residuale”. Così il portavoce del Comitato #difesaminori, Nico Liberati, ha dichiarato a Rete5.tv, sul caso della famiglia di Palmoli, piccolo centro della provincia di Chieti, dove 3 bambini sono stati allontanati dai genitori, Nathan e Catherine Trevillon Birmingham a cui è stata sospesa la responsabilità genitoriale perché vivevano in un’abitazione senza elettricità e riscaldamento.
“L’allontanamento dal contesto familiare, anche quando motivato da esigenze di protezione, rappresenta sempre un evento traumatico che incide profondamente sullo sviluppo emotivo del bambino e sull’equilibrio dell’intero nucleo. – ha aggiunto Liberati – Separare un figlio dalla propria famiglia non colpisce solo il minore, ma indebolisce genitori, fratelli e reti affettive, generando un’instabilità che spesso lascia segni duraturi. Anche quando vengono ripristinate condizioni materiali adeguate, la frattura affettiva prodotta dalla separazione continua a pesare sulla capacità dei genitori di esercitare il proprio ruolo e sul senso di appartenenza del bambino. Preoccupa una deriva culturale che tende a privilegiare un approccio esasperatamente child-centered, concentrato esclusivamente sulla soggettività del minore e poco attento alla complessità delle dinamiche familiari. Una visione che rischia di trasformare la tutela in un meccanismo di rottura, anziché di ricostruzione. – ha continuato il portavoce di #difesaminiri – Le vicende di Bibbiano e del Forteto, pur diverse, mostrano quanto possa essere pericoloso marginalizzare la famiglia d’origine. Tutelare davvero i minori significa investire nel sostegno ai nuclei in difficoltà e nel recupero dei legami, non nella loro sistematica dissoluzione. Senza questo cambio di prospettiva, la protezione rischia di diventare, paradossalmente, una nuova forma di trauma”.
Le colpe a carico dei genitori della #famiglianelbosco sono quelle di aver deciso per i propri figli e di fare da mamma e papà. "Da italiano, mi dissocio da questa deriva ideologica, per cui un bambino di sei anni è giudicato da un tribunale italiano in grado di decidere se cambiare sesso, mentre due genitori adulti sono allontanati dai loro figli solo per aver deciso di farli vivere immersi nella natura. È un giorno tristissimo".
Il commento di Giorgia Meloni
I figli "non sono dello Stato" - ha scritto sui social la premier - ma "delle mamme e dei papà, e uno Stato che pretenda di sostituirsi a loro ha dimenticato i suoi limiti. Una magistratura che pretenda di sostituirsi a loro ha dimenticato i suoi limiti". "Dove sarebbe il superiore interesse del minore, quando dei bambini vengono allontanati dal padre, poi dalla madre, per stare mesi e mesi in casa-famiglia, sempre più soli, perché i giudici non condividono lo stile di vita della famiglia? Il mio pensiero - scrive la presidente del Consiglio - va ai bambini e ai loro genitori, colpiti da una assurda concatenazione di decisioni dal chiaro tenore ideologico".