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Martedì, 12 Maggio 2026 18:21

“Il primo verso è di Dio, il resto è tutto mio!” Poesie di Sandro Tascione e musica dei Ruah

Quando la parola diventa suono e il suono ritorna origine. Venerdì 15 maggio alle ore 21 a Orsogna.


Un appuntamento intenso e evocativo, fuori dagli schemi, un viaggio in note fra echi celtici e folk inglese, brividi di atmosfere arabe, suggestioni di melodie armene e mediorientali, assaggi di classico e moderno del nostro occidente, versi pregni di vita vissuta, conclude la stagione dei Concerti di Primavera 2025/2026 del Teatro Comunale “Camillo De Nardis” di Orsogna, curata da I Guardiani dell’Oca, con la direzione artistica di Zenone Benedetto.
Venerdì 15 maggio alle ore 21 andrà in scena “Il primo verso è di Dio, il resto è tutto mio!”, un progetto originale che intreccia poesia e musica in un dialogo continuo, sospeso tra scrittura, suono e ascolto profondo.
Protagonisti dello spettacolo musicale sono Sandro Tascione, musicista, chitarrista e poeta originario di Vasto e Luca Mastrogiuseppe, musicista di Termoli specializzato in strumenti a fiato. Due percorsi artistici differenti che si incontrano in una ricerca comune, dando vita a un linguaggio espressivo essenziale e contemporaneo. Tascione firma i testi e guida il percorso tra parola e musica, alternando la voce recitante all’esecuzione di diversi strumenti, dalla chitarra all’oud, dall’ukulele al violino e qualche strumento insolito in una narrazione che nasce da una tensione profonda tra interiorità ed esperienza vissuta. Le sue poesie non cercano l’enfasi, ma si muovono in una dimensione intima e riflessiva, chiedendo allo spettatore non solo di ascoltare, ma di sostare, attraversare, abitare il tempo della parola.
Accanto a lui, Mastrogiuseppe costruisce un paesaggio sonoro ricco di sfumature e suggestioni, attraverso strumenti come duduk, ney, low whistle e tin whistle. Il suo intervento musicale introduce una dimensione arcaica e quasi rituale, un respiro che sembra provenire da lontano, che accompagna, sostiene e talvolta anticipa il senso dei versi.
“Il primo verso è di Dio, il resto è tutto mio! non è un concerto tradizionale, né una semplice lettura poetica, ma è una sorta di spazio essenziale, liberato dal superfluo, in cui parola e suono si incontrano senza mai sovrapporsi, trasformandosi l’uno nell’altro. Ogni elemento mantiene la propria autonomia e trova compimento nella relazione in un equilibrio sottile e mai prevedibile.
La trama musicale si nutre di influenze molteplici, dagli echi del folk europeo alle atmosfere mediorientali fino a suggestioni celtiche e richiami alla tradizione occidentale e dà vita a un tessuto sonoro aperto, fluido, capace di attraversare culture e geografie diverse senza appartenere a un unico luogo.
Ne nasce un’esperienza di ascolto immersiva, che invita a rallentare e a riscoprire una dimensione più profonda dell’atto artistico. Uno spazio in cui il tempo non è scandito dalla successione dei brani, ma dalla qualità della presenza, dall’intensità dell’ascolto e dalla relazione tra silenzio e suono.

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