La Costituzione italiana, all’articolo 32 afferma che “la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti”. In Abruzzo, questo diritto è pienamente garantito? I dati dicono di no.
Sinistra Italiana-AVS Abruzzo, nell’ambito della campagna “La Costituzione più bella del mondo”, dopo aver misurato nelle scorse settimane la temperatura del diritto al salario, al lavoro, ai trasporti, pubblica ora un dossier sul diritto alla salute in Abruzzo, elaborato su dati 2025-2026 ministeriali e regionali, Istat, della Corte dei Conti e del tavolo di monitoraggio ministeriale.
Il quadro che emerge è preoccupante sotto ogni profilo.
LEA sotto la sufficienza, prevenzione al palo
Il punteggio LEA, Livelli Essenziali Assistenza, dell’Abruzzo è inferiore a 60, sotto la soglia minima di sufficienza. Vaccinazioni infantili e screening oncologici sono insufficienti. L’osservatorio epidemiologico regionale, che dovrebbe supportare la pianificazione sanitaria, non opera in modo efficiente: risalgono al 2019 gli unici report disponibili, che riguardano la mobilità sanitaria; manca un Registro Nominativo delle Cause di morte, e al 2016 è fermo un registro tumori non accreditato presso l’AIRTUM (Associazione Italiana Registri Tumori).
La Regione è di fatto cieca rispetto ai bisogni reali di salute della popolazione.
Salute mentale: 30-40% di operatori mancanti
Le criticità dei Dipartimenti di Salute Mentale sono state denunciate dalla Corte dei Conti e dal tavolo ministeriale. Manca il 30-40% degli operatori previsti in pianta organica.
Le liste d’attesa per la neuropsichiatria infantile superano i 12-18 mesi. Il finanziamento alla salute mentale è al 3%, contro l’obiettivo nazionale del 5%. I minori in crisi vengono ricoverati in reparti per adulti o trasferiti fuori regione. L’aumento di nuovi pazienti under 35 registrato nel 2024 non ha trovato un sistema adeguato ad accoglierli.
Servizi per le Dipendenze (Ser.D): un’emergenza silenziosa
Nel biennio 2024-2026 si registra un forte aumento dei consumi di sostanze e psicofarmaci, specialmente tra i giovani. In particolare, in Abruzzo, nella fascia 12-17 anni è allarmante la crescita di prescrizioni di antipsicotici e farmaci per l’ADHD. L’età di primo contatto con le sostanze scende sotto i 14-15 anni, come evidenzia l’indagine Espad 2024-2025, con l’emergere del consumo di psicofarmaci fai-da-te e l’abuso di sostanze sintetiche. Nonostante questo scenario, i Ser.D. affrontano, tra l’altro, carenza di personale, con organici sottodimensionati e blocco del turnover, mancanza del numero minimo di psicologi e assistenti sociali previsto dai LEA, riduzione del 15% dei progetti di prevenzione nelle scuole rispetto al periodo pre-pandemia, mancanza di servizi di assistenza specifici per l’alcologia e il gioco d’azzardo, mancanza di competenze specifiche per dipendenze digitali e da farmaco nei giovani. Il rischio concreto è che i Ser.D. diventino semplici distributori di farmaci, perdendo la loro funzione di riabilitazione sociale e psicologica, a causa della carenza di personale.
PNRR: fondi inutilizzati, scadenza a rischio
Al 30 giugno 2026 scade il termine per il collaudo delle strutture PNRR. La spesa effettivamente erogata è solo il 7-9% del totale. Solo 2 Case della Comunità su 42 sono operative con gli standard minimi. Per gli Ospedali di Comunità, su 11 progetti finanziati, 5 hanno attivato i posti letto; 2 sono completati a livello murario ma non ancora operativi clinicamente. Il rischio di dover restituire i fondi europei è concreto.
Consultori: lontani dallo standard nazionale
Nei consultori la situazione resta critica: secondo gli standard nazionali è previsto 1 consultorio ogni 20mila abitanti, per cui servirebbero 63 strutture, mentre nella situazione attuale sono 53 le sedi dichiarate. Inoltre, c’è una carenza cronica di figure chiave: psicologi, ginecologi, assistenti sociali.
Finanze: l’unica regione in piano di rientro con disavanzo crescente
La Corte dei Conti definisce la situazione finanziaria del SSR, Sistema Sanitario Regionale, “strutturalmente fragile”. L’Abruzzo è l’unica Regione in piano di rientro con peggioramento costante del disavanzo negli ultimi tre anni. La mobilità passiva costa oltre 200 milioni di euro lordi l’anno.
“Questi dati non sono opinioni”, premette Daniele Licheri, segretario regionale di Sinistra Italiana Abruzzo. “Emerge che in Abruzzo l’articolo 32 della Costituzione è un diritto sulla carta, non nella realtà delle persone. Si tratta di una gestione fallimentare della giunta Marsilio: il disavanzo della sanità si è scaricato sui cittadini e sui territori con un aumento dell’addizionale Irpef e con tagli a settori vitali, mentre i servizi sanitari continuano a non funzionare. Chiediamo alla Regione un cambio di passo immediato, a partire dal pieno utilizzo dei fondi PNRR e dal potenziamento del personale sanitario pubblico. Tra le altre richieste ci sono: il raggiungimento dell’obiettivo del 5% del fondo sanitario dedicato alla salute mentale e l’adeguamento dei consultori allo standard nazionale di 1 ogni 20.000 abitanti”.