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Mercoledì, 24 Giugno 2026 11:20

190,4 milioni di euro per Fondo Valle Sangro che collegherà l’entroterra abruzzese alla costa adriatica

 Marsilio, abbattuto l’ultimo diaframma della galleria San Sebastiano


Gamberale, 23 giu. – Si è svolta a Gamberale la cerimonia per l’abbattimento dell’ultimo diaframma della galleria “San Sebastiano” sulla S.S. 652 Fondo Valle Sangro, un’opera strategica da 190,4 milioni di euro che collegherà l’entroterra abruzzese alla costa adriatica, riducendo l'isolamento delle aree interne. All’evento, che ha segnato il ricongiungimento dei fronti di scavo del tracciato di 5,3 km tra Gamberale e Civitaluparella, hanno partecipato il presidente della Regione Marco Marsilio, la Giunta regionale con la presenza degli assessori Umberto D’Annuntiis e Tiziana Magnacca, il sindaco di Gamberale Maurizio Bucci, quello di Pizzoferrato Palmerino Fagnilli, l'amministratore delegato di Anas Claudio Andrea Gemme, e il presidente della Regione Molise Francesco Roberti. Il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, ha inviato un messaggio per l'occasione.
Nel suo intervento, il presidente Marco Marsilio ha espresso profonda soddisfazione, definendo l'evento un traguardo storico che dà forma al sogno di generazioni di abruzzesi e in particolare della zona frentana di poter unire in poco più di 40 minuti le montagne dell'Alto Sangro al mare di Fossacesia e alla Costa dei Trabocchi. Marsilio ha ringraziato i sindaci per aver sopportato i disagi della viabilità secondaria e ha lodato la serietà dell'impresa guidata De Sanctis per aver evitato contenziosi e aver completato lo scavo in piena sicurezza.

"Mio padre mi diceva che tra gli operai c'era un motto tragico, che ogni galleria vuole un morto. Qui non c’è stato nessun morto né incidenti rilevanti: questa galleria porta con sé tanto sudore ma niente sangue, ed è una conquista di civiltà" - ha detto Marsilio.


Con la fine degli scavi l'opera entrerà nella fase finale di impiantistica e finiture per l'apertura entro un anno. Questo sbloccherà il sedime ferroviario adiacente: grazie ai fondi dell'Accordo di Coesione siglato con la Premier Giorgia Meloni, è già attivo il cantiere tra Ateleta e Castel di Sangro per ripristinare la ferrovia storica e collegarla alla rete RFI come circuito turistico, un tracciato unico al mondo. L'infrastruttura potenzierà inoltre la piattaforma logistica della stazione di Fossacesia – dotata di binari da 250 metri e banchine da 750 metri per i treni merci – a supporto del tessuto industriale e del miliardo di investimenti di Stellantis ad Atessa. Sul fronte transregionale, Marsilio ha infine annunciato che d'intesa con Mit e Anas sono state ottenute tempistiche ragionevoli per la riapertura del Viadotto Sente (tra Agnone e Castiglione Messer Marino), il finanziamento per completare l'incompiuta del Viadotto Barche a valle e la visione strategica per il potenziamento della Fondo Valle Trigno ("Trignina").

Fondovalle Sangro, abbattuto il diaframma della galleria: per la CGIL Chieti serve ora una strategia complessiva per le aree interne

Si è tenuto ieri, l'abbattimento del diaframma della galleria naturale nell'ambito dei lavori dell'ultimo lotto della strada statale 652 "Fondovalle Sangro". L’opera pensata, programmata e in parte realizzata in cinquant’anni, quando sarà completata rappresenterà un ulteriore tassello strategico per il transito di persone e soprattutto merci tra l’adriatico , le aree interne dell’alto Molise e il collegamento anche verso il tirreno, ottimizzando i tempi di percorrenza. Come CGIL abbiamo sempre sostenuto che lo sviluppo e la crescita della Provincia di Chieti, passa necessariamente attraverso opere infrastrutturali compatibili con il territorio e con l’ambiente. Ma non è concepibile che tali opere abbiano una gestazione di mezzo secolo. La lungimiranza di chi negli anni sessanta attraverso la cassa per il mezzogiorno ha pensato tale opera agganciata allo sviluppo della Val di Sangro e non solo, la dice lunga sulla scarsa capacità invece di chi oggi non ha una visione e vive solo di piccole progettualità ma senza una strategia. Il piano regionale integrato dei trasporti con utilizzo dei fondi di coesione 21-27, che prevede anche l’opera in questione, al momento non ha realizzato grandi e significativi mutamenti sul tema della movimentazione delle merci, dei passeggeri e della logistica, che restano centrali se si vuole rendere competitivo e attrattivo un territorio. Una pianificazione organica che tenga presente e integri lo sviluppo della rete viaria, con la rete ferroviaria e marittima . Ma le opere principali devono servire anche a creare interconnettività con le aree interne e i piccoli Comuni. Questo significa creare arterie secondarie adeguate, riqualificazione della viabilità ordinaria , messa in sicurezza del territorio, interventi essenziali per dare valore aggiunto ad una opera di tali dimensioni. Allora bene che finalmente si fanno passi avanti per la fondovalle Sangro, ma nel contempo, chiediamo a tutte le istituzioni a partire da quella regionale, di avviare un altrettanta programmazione strategica rapida per le opere secondarie senza le quali, le aree interne sono destinate ad un lento ma inesorabile spopolamento come avviene già oggi.

Ultima modifica il Mercoledì, 24 Giugno 2026 18:12

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