Venerdì, 31 Luglio 2026 17:50

Festival Internazionale di Mezza Estate XLII edizione

LA DANZA: Don Quixote e Biancaneve Corpo di ballo e Solisti dell’Opera di Varna Bulgaria - La grande danza del Festival di Mezza Estate

 

Torna il Balletto dell’Opera Nazionale Bulgara di Varna, alla XLII edizione del Festival di Mezza Estate, sabato 1 e domenica 2 agosto, nel Chiostro di San Francesco, in Tagliacozzo, alle ore 21,15. Due titoli amatissimi scelti dalla sovrintendente Daniela Dimova per la tournée europea, Don Quixote e Biancaneve. Inizia anche la rassegna dedicata ai libri nel Cortile d’Arme di Palazzo Ducale alle ore 18.

Un cartellone, che con musica senza confini, con le arti che ormai, da oltre quarant’anni invadono gioiosamente l’incantevole e ospitale borgo di Tagliacozzo in agosto. Una magia reiterata, ancora una volta, sino al 29 agosto, grazie all’eterogeneo cartellone che apre anche al balletto e al teatro, ed eventi extra quali la mostra Contemporanea 2026 a Palazzo Ducale e la sezione libri, (curata personalmente dal Sindaco Vincenzo Giovagnorio), firmato dal Direttore Artistico, Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli, che festeggia un decennale, impreziosito da all stars, di rilievo internazionale, tassello privilegiato della programmazione di l’Aquila città della Cultura, grazie alle istituzioni, in primis il Ministero della cultura, la Regione Abruzzo, il Comune di Tagliacozzo, e la sinergia con istituzioni quali la Sinfonica Abruzzese, resident orchestra e l’ Accademia musicale di Alto perfezionamento vocale “Daltrocanto” diretta da Donata D’Annunzio Lombardi.

Il Festival di Mezza Estate diventa così un “modus vivendi”, costruito in tanti anni, per continuare a godere delle ragioni estetiche dettate dalla direzione artistica e generale di Jacopo Sipari e Luca Ciccimarra, nonché dal Sindaco Vincenzo Giovagnorio e dalla sua delegata alla cultura Alessandra Ricci. Ritorna la Sovrintendente Daniela Dimova col Corpo di Ballo e i solisti del Teatro Nazionale dell’Opera di Varna. Il I agosto sarà in scena, nel Chiostro di San Francesco, alle ore 21,15, Don Quixote di Aloisius Minkus. “Si sale in palcoscenico solo provando dalle sei alle otto ore – ha rivelato il sovrintendente dell’ istituzione nazionale bulgara Daniela Dimova, che seguirà i suoi ballerini nei due spettacoli – perché quando si alza il sipario, sia esso uno spettacolo di prosa o un concerto, o un’opera lirica, o un balletto, tutto deve essere perfetto, che sia la prima o la centesima replica”.

La visione superba di una passerella di grande abilità tecnica da parte dell’intera compagnia, poi i colori, la dinamicità, il virtuosismo, la magnificenza e la caratterizzazione, attraverso scene e abiti, fanno di questo balletto uno dei più popolari e vivaci del repertorio tradizionale. Sergey Bobrov, ha adattato una coreografia straordinariamente ricca di virtuosismi di vivacità, con situazioni di carattere comico, sacrificando il ballet blanc e privilegiando l’aspetto folkloristico ed il colore che l’ambientazione suggeriva, trasformando in realtà la storia, basata sul romanzo di Miguel de Cervantes, un pretesto per proporre, nell’ambito della tradizione russo-francese dell’epoca, un balletto spagnolo sul collaudato cliché dei due giovani Kitri e Basilio, il cui amore, osteggiato dal padre di lei, trionfava grazie all’intervento di don Chisciotte, che diviene, così una presenza comprimaria necessaria unicamente per conferire unità al racconto. Ne viene fuori, dunque, una storia di gente comune alle prese con le sue vicissitudini quotidiane in una Spagna solare e gioiosa, popolata dalla sua gente più genuina.

Sarà Andrea Conforti ad impersonare Kitri, dove ogni passo, anche il più virtuosistico come i lift del passo a due, sarà colorito nel suo significato, fino alla sfida finale dove lo splendore accademico dell’adagio si stempererà nel solo in un fuoco d’artificio di brillante gaiezza, contrappuntato da sguardi, giochi di spalle e fulminanti passés e piqué. Di giovanile baldanza, insieme a notevole presenza scenica, si rivelerà il Basilio di Danylo Motkov, con i grand jeté en tournant e, naturalmente, i famigerati fouettes, oltre il manèges. Quindi i ruoli di carattere, il Don Chisciotte di Vladimir Mozgovoi, un po’ sognatore e un po’ svagato, ma di grande umanità, il rozzo e simpatico Sancho Panza di Nikolaos Somarakis, il buffo Gamache, di Timofei Fedotov, ancora Giovanni Pompei nel ruolo dell’ aitante Espada e la Mercedes di Teodora Galabova. Il 2 agosto, sempre nel Chiostro di San Francesco alle 21,15, la fiaba senza tempo prende vita sul palco con “Biancaneve e i sette nani”, balletto firmato dal celebre coreografo Sergei Bobrov.

Tra eleganza, comicità e incanto, rivivrà la storia di Biancaneve, accompagnata dai sette nani e dalle musiche immortali di Čajkovskij, Rachmaninov e Cesare Pugni. Le fiabe hanno un filo rosso che le lega contengono tutte un percorso iniziatico, da Pinocchio, a Cappuccetto Rosso, dal Flauto Magico, al piccolo soldatino di stagno. Biancaneve come ogni inizianda, vaga nella foresta in cerca di se stessa, dimora del Signore degli Animali, degli Spiriti della Natura e degli Antenati. Stanca ed affamata, la fanciulla trova la casina dei Sette Nani, un luogo ctonio dove l’inizianda dovrà restare in isolamento per un lungo periodo, esattamente come Deirdre nella fortezza e le Arrefore nell’Acropoli di Atene. Per Biancaneve inizia il periodo di apprendistato nelle arti domestiche come futura moglie e donna nella casa dei nani. I Sette Nani lavorano tutto il giorno e tornano a casa solo al calar del Sole, e durante il giorno cercano metalli preziosi nelle gallerie del sottosuolo. I nani sono spiriti della Terra e rappresentazione degli Antenati del Clan.

Esattamente come un’inizianda che si trova dentro ad una capanna, Biancaneve viene posta sotto la protezione degli Antenati che la guidano verso il suo percorso iniziatico. Infine, la fiaba narra della morte di Biancaneve a causa di una mela avvelenata donatale dalla madre / matrigna travestita da contadina: qui avviene un’altra morte rituale che segna un altro passaggio fondamentale nel cammino spirituale dell’inizianda. La mela avvelenata fa cadere l’inizianda in uno stato alterato di coscienza, un profondo sonno, poi la rinascita, l’inizianda Biancaneve è finalmente ammessa nella comunità come membro adulto, grazie al Principe azzurro, come donna capace di dare la vita.

Danzeranno nei ruoli chiave Martina Prefeto, che sarà Biancaneve, il Principe Azzurro Danilo Motkov e la regina Matrigna Teodora Gabalova. Due i titoli in questa prima due giorni, il I agosto verrà presentato “Me se sbrijia lu core: Francesco oltre il mito” di Claudio Falcone, con letture di Alessia Bianchi Grusvaldi. A ottocento anni esatti dalla sua morte, restituisce Francesco alla sua umanità più autentica: non l'icona devozionale che i secoli hanno levigato fino a renderla irriconoscibile, ma l'uomo che lottava contro sé stesso, contro il padre, contro Dio, e che in quella lotta trovò qualcosa di più grande di qualsiasi vittoria. Il giorno successivo, sarà protagonista Luca Palamara. Il giornalista Alessandro Sallusti torna a intervistare l'ex magistrato Luca Palamara nel libro "Il sistema colpisce ancora. Come salvare la magistratura italiana dal vizio delle correnti e dalle mani dei politici", edito da Rizzoli a gennaio 2026. Si tratta del seguito del fortunato e discusso "Il Sistema" del 2021 e verrà introdotto dall’Avvocato Donatella Amicucci, con gli interventi degli avvocati Franco Colucci e Roberto Verdecchia, moderati da Fabio Ciciotti.