Giovedì, 27 Agosto 2026 17:15

Giovanna Ferrante, il congedo di una preside che ha fatto grande il Marconi di Pescara.

 Ferrante raccolse infatti la guida dell'istituto proprio nella fase più delicata della storia recente del liceo: quella della demolizione del vecchio edificio e della necessità di garantire continuità didattica e organizzativa agli studenti, alle famiglie, ai docenti e al personale Ata.

PESCARA. Ci sono dirigenti scolastici che amministrano una scuola e altri che, invece, finiscono per diventarne parte integrante, fino a rappresentarne lo spirito, la solidità e la capacità di guardare al futuro. Giovanna Ferrante appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Per lei è arrivato il momento della quiescenza, dopo una lunga e prestigiosa carriera nella scuola, prima come docente di lingue e poi come dirigente scolastica. Un percorso vissuto con rigore, passione e quel senso della missione educativa che ha accompagnato ogni sua scelta professionale.

Il suo arrivo al Liceo statale “Guglielmo Marconi” di Pescara, nel 2021, non poteva avvenire in un momento più complesso. Ferrante raccolse infatti la guida dell'istituto proprio nella fase più delicata della storia recente del liceo: quella della demolizione del vecchio edificio e della necessità di garantire continuità didattica e organizzativa agli studenti, alle famiglie, ai docenti e al personale Ata.

Una scuola costretta a vivere per un periodo in sedi diverse, tra trasferimenti e inevitabili disagi, mentre contemporaneamente prendeva forma il progetto della nuova struttura. Fu una stagione nella quale alla dirigente fu richiesto molto più della normale gestione di un istituto scolastico. Servivano capacità organizzativa, equilibrio, interlocuzione con le istituzioni e soprattutto una visione capace di tenere insieme le esigenze quotidiane della comunità scolastica e l'obiettivo della nuova scuola.

Ferrante contribuì fattivamente a quel percorso, accompagnando il Marconi attraverso una delle trasformazioni più importanti della sua storia. La nuova struttura, realizzata dalla Provincia di Pescara, ha restituito progressivamente agli studenti spazi moderni, sicuri e tecnologicamente avanzati. La stessa dirigente, in occasione del rientro delle prime classi nei nuovi edifici, sottolineò la necessità di completare il progetto affinché l'intera comunità scolastica potesse finalmente tornare a vivere una sede adeguata alle proprie esigenze.

Ma il bilancio della sua gestione non può essere limitato alla ricostruzione dell'edificio. In questi anni il Marconi ha conosciuto una crescita esponenziale, consolidando la propria presenza nel panorama scolastico cittadino fino a diventare, anche numericamente, il primo liceo di Pescara. Una crescita che ha riguardato non soltanto il numero degli studenti, ma anche la qualità dell'offerta formativa, le attività, i risultati e la capacità dell'istituto di essere punto di riferimento per un territorio sempre più vasto.

Già nel primo anno alla guida del liceo, nonostante le difficoltà legate alla mancanza di una sede unica, arrivarono risultati significativi agli esami di Stato, con 41 studenti diplomatisi con 100 o 100 e lode. Un dato che fotografava la vitalità di una scuola capace di non farsi piegare dalle difficoltà logistiche.

La storia professionale di Giovanna Ferrante, del resto, spiegava bene quella capacità di affrontare le situazioni complesse. Prima del Marconi aveva guidato l'istituto alberghiero di Villa Santa Maria, una realtà di grande complessità, con convitti e studenti provenienti da diverse regioni italiane. Quando arrivò a Pescara portò con sé quell'esperienza, insieme alla competenza maturata negli anni come docente di lingue e dirigente.

E dietro gli incarichi, le responsabilità e i risultati c'è anche una dimensione personale fatta di sacrifici. Per anni Ferrante ha affrontato quotidianamente il viaggio da Orsogna a Pescara, mettendo tempo ed energie al servizio della scuola. Una scelta che racconta forse meglio di molte parole il significato attribuito al proprio lavoro: non un semplice impiego, ma una missione educativa e istituzionale.

Il Marconi saluta dunque una dirigente che ha lasciato un'impronta profonda. La comunità educante perde un pilastro solido, una figura autorevole capace di attraversare una fase storica difficile senza perdere di vista l'obiettivo principale: il bene degli studenti e la crescita della scuola.

A Giovanna Ferrante resta il riconoscimento per un percorso professionale di grande lignaggio e per aver consegnato al futuro un Marconi più grande, più forte e con una nuova casa. Alla scuola resta invece il compito di raccogliere questa eredità e continuare il cammino.

Per la dirigente comincia ora una stagione diversa, quella del tempo ritrovato dopo anni scanditi da responsabilità, riunioni, scadenze, viaggi e decisioni. Un tempo meritato, da vivere con la stessa curiosità e lo stesso entusiasmo con cui ha affrontato la scuola.

A Giovanna Ferrante l'augurio, dunque, di godersi pienamente la quiescenza, senza mai perdere quella passione che ha fatto della sua lunga esperienza professionale una vera storia di scuola.