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Martedì, 28 Giugno 2016 17:37

Alice nel Paese delle Meraviglie a Montesilvano Colle, “il maialino dalla fiaba ai tavoli”

Br1, i personaggi della celebre fiaba di Lewis Carrol, Alice nel Paese delle Meraviglie, immortalati nel progetto “La Fame di Alice”, Carroll e le disparità tra le classi sociali

 

Dal Brucaliffo al porcellino, passando per il Bianconiglio e la Regina di Cuori, la fotografa ventiduenne ha ricostruito 10 scene fanta-gastronomiche del racconto che sono state a loro volta analizzate e reinterpretate dagli chef protagonisti della nuova cena a 4 mani. “In particolare mi sono lasciato ispirare dal maialino», confessa lo chef, “che dalla fiaba è approdato sui tavoli, e dalla natura presente in molte fotografie, che ho riproposto attraverso l’utilizzo di molte erbe spontanee”. Ha scommesso su uno dei suoi cavalli di battaglia, dunque, lo chef cremonese che da tempo ormai studia e sperimenta le erbe aromatiche e le piante spontanee che offre il territorio in cui lavora. Quanto alla collaborazione con D’Alberto, Bellingeri aggiunge: “E’ stato molto divertente e stimolante. Daniele è bravissimo e lo staff è molto affiatato. Noi non ci conoscevamo, poi tramite un altro nostro collega che ha partecipato ad una precedente cena a 4 mani c’è stato lo scambio di contatti”

Chef Daniele D’Alberto e Alessandro Bellingeri, si sono alternati proponendo al pubblico originali portate che per idee, gusti, colori e suggestioni richiamavano il progetto fotografico di Trasatti. In particolare D’Alberto ha tratto ispirazione dal tema dell’infanzia, mentre Bellingeri, vincitore nel 2014 del titolo di Chef Emergente d’Italia, ha preferito cogliere e riproporre nelle sue creazioni culinarie i colori e i protagonisti delle opere fotografiche.

Trasatti rivela poi l’origine del suo viaggio fotografico nel Paese delle Meraviglie. “Lo scorso anno in occasione della mia tesi di laurea allo Ied di Roma mi è stato chiesto un progetto fotografico sul cibo, tema del 2015 per via dell’Expo di Milano. Così ho approfittato della mia passione per questa favola per ricostruire alcune delle scene incentrate sul cibo, che Carroll utilizza soprattutto per evidenziare la disparità tra le classi sociali”.

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