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Mercoledì, 05 Luglio 2017 18:49

Montesilvano/nuova mensa poveri e emporio. I residenti: no ai 60 stranieri, sono troppi

Scritto da di Angela Curatolo
monsignor Valentinetti e Luca Cirone commissario Azienda Speciale monsignor Valentinetti e Luca Cirone commissario Azienda Speciale foto Angela Curatolo

di Angela Curatolo

Pandolfi e Cucciniello: "immobili svalutati e danno al commercio". La “Casa della Solidarietà – Madre Teresa di Calcutta” a Santa Filomena, Corso Umberto

 

Con l'Inno di Mameli intonato dal cantante locale Claudio Ronconi si è aperta la celebrazione per inaugurare l'Emporio-Mensa della Casa della Solidarietà intitolato a Madre Teresa di Calcutta, mentre fuori una sommessa protesta dei residenti esprimeva il “no” allo Sprar.

Consapevoli della guardia giurata messa a disposizione dall'Amministrazione politica, la confederazione dei quartieri, rappresentata da un esiguo numero di persone, ha ribadito le proprie ragioni: “vogliamo legalità, sicurezza, decoro”.

Dopo l'Inno gli interventi degli attori dell'iniziativa.

Don Marco Pagniello direttore della Caritas diocesana di Pescara Penne “rammaricato perché se si aprono queste opere significa che c'è bisogno, crisi”. Questa opera “avrà la pretesa anche di educare quanti la frequenteranno, aiutandoli a ritrovare la propria dignità  e reinserirsi nel tessuto sociale. Ringrazio tutti i volontari che fino ad oggi hanno prestato la loro collaborazione nella mensa della parrocchia di San Giovanni Bosco”.

Monsignor Tommaso Valentinetti ha voluto precisare che “la Caritas non ha mai speculato, facciamo carità anche con il vostro 8x mille, nella parola del Signore, lo facciamo nel modo migliore possibile, se non riusciamo bene il Signore avrà misericordia di noi”.

“Con la sua attività quotidiana la Caritas -  ha spiegato -  cerca di dare risposte alle emergenze:  ai problemi dei nostri concittadini, ma anche  a quelli che arrivano sul nostro territorio. Oggi ci troviamo di fronte ad una svolta epocale, che dobbiamo affrontare attraverso un’intelligente lettura del passato. Nella storia le migrazioni dei popoli sono sempre esistite: certamente alle volte con situazioni traumatiche mentre altre volte positive. Il nostro servizio alla collettività consiste nel dare una possibilità di vita e di sviluppo e di integrazione. Solo dall’integrazione può diminuire il pericolo che altrimenti diventa esponenziale”.

Il sindaco Francesco Maragno nell'intervento: “Negli ultimi anni purtroppo la situazione è molto peggiorata. Sempre più persone si rivolgono a strutture come la mensa per i poveri. Una istituzione deve rispondere a queste crescenti necessità.”

Alcuni imprenditori che fino a 10 anni fa erano benestanti oggi si recherebbero anche loro alla Caritas.

Intanto per ora, secondo quanto riferito dal commissario dell'Azienda speciale, Luca Cirone, l'accoglienza di rifugiati e migranti dovrebbe essere in stand by nella struttura inaugurata oggi.

Anche se i residenti nutrono molti dubbi e sono preoccupati, hanno protestato e desiderano essere ascoltati.

Il finanziamento del progetto Alleanza contro la povertà

Il progetto “Alleanza contro la povertà” è stato promosso dal Comune di Montesilvano, dall'Azienda Sociale, dalla Caritas diocesana di Pescara - Penne, grazie ai fondi ottenuti mediante la partecipazione al bando U.N.R.R.A. del Ministero dell'Interno, volto al sostegno dei programmi socio assistenziali. A partire da lunedì 10 luglio, la Casa della Solidarietà aprirà le sue porte. La mensa, che conta 60 posti a sedere e va così a sostituirsi a quella già esistente nella parrocchia di San Giovanni Bosco, sarà aperta dal lunedì al sabato dalle 12 alle 13.

Potranno accedere alla mensa le persone in possesso di un tesserino rilasciato dal Centro di Ascolto presente all’interno della struttura. Al fianco della mensa vi è anche un emporio solidale, che in una prima fase sarà aperto il giovedì pomeriggio dalle 16 alle 19. L'accesso sarà regolato attraverso una tessera punti che permetterà di fare la spesa in maniera gratuita. La tessera verrà rilasciata dal Centro d'Ascolto presente nella struttura. Cirone ha precisato che è meglio recarsi prima alle parrocchie o al Comune, almeno per ora.

L'invio all'Emporio verrà fatto tramite le parrocchie e la stretta collaborazione con il tavolo del PIS (Pronto Intervento Sociale) e con i Servizi sociali del Comune.

Sono circa 60 i volontari che hanno dato ad oggi la disponibilità a collaborare nelle strutture.

La protesta dei residenti: immobili svalutati, effetti sul commercio.

Erano pochi i manifestanti della confederazione dei quartieri, “le persone lavorano e non sono potute venire”; assenti il consigliere Anthony Aliano e l'attivista esterno FdI Marco Forconi del comitato riprendiamocimontesilvano.

“Non siamo mai stati interpellati per questa decisione che ci preoccupa, eravamo pronti a dire la nostra e suggerire alternative, nessuno ci ha chiesto nulla” afferma Alessandra Pandolfi del quartiere Santa Filomena: ”le abitazioni sono svalutate, quindi un danno economico e poi è una questione di sicurezza”.

Osvaldo Cucciniello, presente anche lui aggiunge “non hanno tenuto conto di un certo impatto emotivo”. E spiega “La Caritas non ha analizzato gli effetti in questo quartiere dell'apertura della Casa della solidarietà su popolazione e commercio. Alcuni negozi stanno lasciando i locali per il cambiamento delle condizioni”.

Queste le ragioni della protesta verso il Sindaco Francesco Maragno e Caritas.

I residenti di Santa Filomena chiedono, in via del tutto subordinata: “o mensa e emporio oppure accoglienza rifugiati, entrambi è una congiuntura che potrebbe essere pericolosa, abbiamo paura di risse, bivacco e disagi. Dove vanno queste persone tra un pasto e l'altro?” E sottolinea “Se accade qualcosa a chi telefoniamo? Alla polizia municipale che chiude alle 19?”

Per Pandolfi e i comitati dei residenti la strada dell'integrazione sarebbe stata possibile solo attraverso la divisione in diversi quartieri, a piccoli numeri degli stranieri, “anche in comuni dell'entroterra” ma “60 persone tutte qui è rischioso”.

Cucciniello invece del quartiere di Via Firenze ribadisce “non può essere messo lo Sprar qui in questa zona, non lo vogliamo” poi dichiara: “per me i Cas non li chiudono”.

Luca Cirone commissario Azienda Speciale: qui nessun migrante per ora

“Nessun migrante qui nella casa della solidarietà, solo mensa e emporio”. Sui 60 dei 161 previsti fa sapere questa mattina, a margine della celebrazione, Luca Cirone commissario dell'azienda speciale “non si è mai parlato di questo numero, mai. Lo dicevano le persone, nulla di ufficiale”. Per lo Sprar, quindi, oltre al Trisi sarebbe esclusa anche Santa Filomena, secondo quanto appreso. “Troviamo altre sistemazioni”.

Nel suo intervento all'inaugurazione: “Oggi Montesilvano è ancora più bella. Una bellezza che non tutti hanno capito, che ha generato paure ma che invece arricchirà la città.”

Insegnanti di Villa Verrocchio: “protestanti pochi, a sostegno tanti, un successo”

Tre insegnanti della scuola media di Villa Verrocchio, hanno tenuto a rilasciare questa dichiarazione: “contente di questa solidarietà, in un momento di livore e contente di poter collaborare in un momento di crisi”. E sui protestanti hanno voluto far notare :” loro sono pochissimi e a sostegno dell'iniziativa ci sono tante persone, è stato un successo e dimostra che l'integrazione e l'accoglienza sono la via giusta”. Le insegnanti hanno chiesto riserbo sui nomi, “per i fatti degli ultimi giorni in pineta”. Nel suo intervento all'inaugurazione: “Oggi Montesilvano è ancora più bella. Una bellezza che non tutti hanno capito, che ha generato paure ma che invece arricchirà la città.”

Ultima modifica il Mercoledì, 05 Luglio 2017 19:34

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