Scelta referendaria Voti Percentuale
RISPOSTA AFFERMATIVA (SI) 9.156 46,40%
RISPOSTA NEGATIVA (NO) 10.578 53,60%
Totale schede bianche 37
Totale schede nulle 72
Totale schede contestate 0
Il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia si è tenuto il 22 e 23 marzo 2026. Alle 15 sono stati chiusi i seggi. Lo scrutinio è iniziato subito.
Si legge sul sito istituzionale del Comune di Montesilvano, Pescara, quasi in dirittura d'arrivo, mancano poche sezioni e già si nota la tendenza del il No è in vantaggio. Il distacco è minimo, meno di 2000 voti. L'affluenza è stata del 46,26%. Affluenza nazionale è stata significativa, attestandosi intorno al 58-59% a livello nazionale.
Trattandosi di un referendum costituzionale confermativo, non era richiesto un quorum minimo di validità; la riforma è stata respinta semplicemente perché i voti contrari hanno superato quelli favorevoli.
La riforma prevede, come è noto, la revisione costituzionale (nota come "Riforma Nordio") che mirava a modificare l'ordinamento della magistratura su tre punti principali:
Separazione delle carriere, la distinzione definitiva tra magistrati giudicanti (giudici) e requirenti (pubblici ministeri), con l'impossibilità di passare da un ruolo all'altro durante la carriera.
Sdoppiamento del CSM: l'istituzione di due distinti Consigli Superiori della Magistratura, uno per i giudici e uno per i PM.
Alta Corte Disciplinare: la creazione di un nuovo organo esterno per giudicare gli illeciti disciplinari dei magistrati.
L'inserimento del Metodo dell'estrazione per la nomina di parte del corpo CSM.
Il Sì è stato sostenuto principalmente dalla coalizione di centrodestra e dal partito Azione.
No è stato sostenuto dai partiti del "campo largo" (PD, M5S, AVS), dall'Associazione Nazionale Magistrati (ANM) e dai principali sindacati come la CGIL.