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Lunedì, 23 Marzo 2026 16:59

Montesilvano/referendum 2026. Definitivo: vince il no.

Sezioni scrutinate: 52 su 52


Scelta referendaria                Voti
                                                       Percentuale
RISPOSTA AFFERMATIVA (SI) 11.108 46,38%
RISPOSTA NEGATIVA (NO) 12.841 53,62%
Totale schede bianche 45
Totale schede nulle 90
Totale schede contestate 0

Il quesito

«Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo "Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare"?»

Il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia si è tenuto il 22 e 23 marzo 2026. Alle 15 sono stati chiusi i seggi.

Si legge sul sito istituzionale del Comune di Montesilvano, Pescara, ultimo aggiornamento alle 17.05, il No è prevalso anche a Montesilvano con 12.841 voti, una percentuale del 53,62%. Il distacco è minimo. L'affluenza è stata del quasi del 58% in linea con la Nazionale intorno al 58-59%.

Trattandosi di un referendum costituzionale confermativo, non era richiesto un quorum minimo di validità; la riforma è stata respinta semplicemente perché i voti contrari hanno superato quelli favorevoli.

La riforma prevedeva, come è noto, la revisione costituzionale (nota come "Riforma Nordio") che mirava a modificare l'ordinamento della magistratura su tre punti principali: Separazione delle carriere, la distinzione definitiva tra magistrati giudicanti (giudici) e requirenti (pubblici ministeri), con l'impossibilità di passare da un ruolo all'altro durante la carriera. Sdoppiamento del CSM: l'istituzione di due distinti Consigli Superiori della Magistratura, uno per i giudici e uno per i PM. Alta Corte Disciplinare: la creazione di un nuovo organo esterno per giudicare gli illeciti disciplinari dei magistrati. L'inserimento del Metodo dell'estrazione per la nomina di parte del corpo CSM.

Il Sì è stato sostenuto principalmente dalla coalizione di centrodestra e dal partito Azione.

No è stato sostenuto dai partiti del "campo largo" (PD, M5S, AVS), dall'Associazione Nazionale Magistrati (ANM) e dai principali sindacati come la CGIL.