Montesilvano/debiti fuori bilancio. 327.000 euro alla Cir food, servizxio mensa scuola
Dopo la sentenza di Torino, che ha risposto sì alla stozza, il consigliere Paola Ballarini, M5S, ha chiesto oggi, in consiglio comunale all'assessore M.R Parlione, se e come cambiano le regole sul pasto portato da casa dagli alunni delle scuole dell'obbligo primarie.
La stozza, bagattella, insomma il “mangiare da casa” che, da sempre, ha permesso a lavoratori e studenti in difficoltà economica di tirare avanti, oggi risulterebbe un problema. Non si può fare, “il cibo alla mensa è buono, sano, menù frutto di una dieta bilanciata”, certamente, il problema, però, sono i 'piccioli', soldi, denaro, non ci sono quattrini nelle famiglie! “Il prezzo del pasto alla mensa – ricorda l'assessore – non è aumentato”, il costo è stato fatto un tanto all'Isee, per fasce di reddito.
Né Orwell, né Blake, né Bradbury, che di immaginazione ne avevano, avrebbero mai prospettato una società del futuro che impedisce di consumare a scuola il pasto preparato da mamma o nonna. Andando a tirare le somme, però, sembra così.
Le sorprese della vita...
L'assessore all'istruzione M.R. Parlione di risposta all'interrogazione di Ballarini ha esordito confutando che la sentenza del tribunale di Torino permette solo ai figli dei ricorrenti di consumare il pasto casalingo a scuola. Comunque non sarebbe questo il punto.
Il problema sollevato è altro: dove lo possono consumare? Eh?
La “promiscuità” del cibo portato da casa e quello della mensa creerebbe un problema serio, afferma Parlione: “nel caso il bambino si senta male potrebbe far sorgere il problema da dove derivi il cibo, da casa o mensa?” E poi se il bambino non consuma il pasto con i 'privilegiati' nella sala mensa “Non viene impartita un'istruzione inferiore“, garantita dalla Costituzione. Si vedranno prima e dopo per socializzare.
Alla fine, in conclusione, l'assessore, citando leggi e sentenze, dice che le decisioni in merito “Dovranno essere valutate e disciplinate dagli Istituti scolastici."
Secondo Parlione, fermo restando, alla Cir, gestore del servizio, spetterebbe l'ultima parola.
'Niende, niende' la Noemi Klein 'teneva' ragione?