È il maggiore esborso stimato dalla CNA per benzina e gasolio dal 1° marzo a luglio, calcolato rispetto ai prezzi medi di febbraio, prima che la crisi geopolitica investisse pienamente i mercati energetici. La nuova accelerazione arriva nel momento peggiore: soltanto nei primi 24 giorni di luglio, con l’avvio delle partenze estive e l’aumento degli spostamenti, il caro carburanti è costato circa 850 milioni di euro in più rispetto ai livelli di febbraio. Nel confronto con lo stesso periodo del 2025, l’aggravio sfiora 824 milioni, concentrato soprattutto sul gasolio.
È quanto emerge da una stima della CNA che applica gli aumenti dei prezzi registrati tra febbraio e luglio ai volumi di carburante consumati nello stesso periodo dello scorso anno. Qualora la dinamica proseguisse fino alla fine del mese, il maggiore esborso potrebbe raggiungere 1,1 miliardi di euro.
Il prezzo medio della benzina self service si è attestato questo mese a 1,884 euro al litro, contro 1,647 euro di febbraio. L’incremento è di 23,7 centesimi, pari al 14,4%. Per il gasolio la media è salita da 1,692 a 2,001 euro al litro, con un aumento di 30,9 centesimi, pari al 18,3%.
La dinamica dei prezzi mostra l’impatto della crisi geopolitica. A marzo la benzina è salita in media a 1,762 euro al litro e il gasolio a 1,913 euro. Ad aprile il diesel ha raggiunto 2,097 euro, mentre a maggio la benzina ha toccato 1,889 euro. La temporanea discesa registrata a giugno – 1,898 euro per la benzina e 1,983 per il gasolio – si è interrotta nei primi giorni di luglio, con la ripresa delle ostilità e delle tensioni sulle rotte petrolifere.
Il confronto con lo stesso periodo del 2025 è altrettanto significativo. A luglio dello scorso anno la benzina costava mediamente circa 1,734 euro al litro e il gasolio 1,667 euro. In un anno il prezzo medio della benzina è quindi aumentato di 15 centesimi al litro, pari all’8,6%, mentre quello del gasolio è cresciuto di 33,4 centesimi, con un incremento del 20%. CNA stima un maggiore esborso di circa 136 milioni di euro per la benzina e di quasi 689 milioni per il gasolio.
Complessivamente, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, famiglie e imprese hanno pagato circa 824 milioni di euro in più. Se i differenziali di prezzo dovessero mantenersi fino alla fine del mese, il maggiore costo rispetto a luglio 2025 supererebbe 1,06 miliardi di euro.
L’ulteriore rincaro arriva nel momento più delicato per la mobilità delle famiglie e per le attività economiche legate al turismo, al commercio, ai trasporti e ai servizi. Luglio, infatti, è tra i mesi con il maggior consumo di carburanti, con oltre 3 milioni di tonnellate tra benzina e gasolio.
La crescita del prezzo del diesel produce l’impatto economico più consistente. Oltre l’80% dell’aggravio complessivo stimato da CNA è riconducibile al gasolio, carburante utilizzato in misura prevalente nell’autotrasporto, nella distribuzione delle merci, nei servizi alle imprese e in numerose attività artigiane.
Per un automobilista, rispetto allo scorso luglio, un pieno da 50 litri costa circa 7,50 euro in più con la benzina e quasi 17 euro in più con il gasolio. Per un’impresa che consuma mille litri di diesel, il maggiore costo supera i 330 euro.
«La guerra in Iran sta presentando un conto molto pesante all’economia italiana proprio all’inizio del periodo delle vacanze», dichiara il presidente nazionale della CNA, Dario Costantini. «In appena 24 giorni, l’aumento dei carburanti ha sottratto a famiglie e imprese risorse per circa 850 milioni di euro rispetto ai prezzi di febbraio. Se questa dinamica continuerà, a fine mese il conto supererà il miliardo».
«Non si tratta soltanto del costo delle partenze estive», prosegue Costantini. «Il rincaro del gasolio si trasferisce sui trasporti, sulle consegne, sull’assistenza, sulla manutenzione e sui costi di produzione”. Per CNA sono necessari interventi temporanei per contenere l'impennata dei prezzi, a partire dai settori e dalle imprese maggiormente esposti alla mobilità e al trasporto.



