La partita inizia con le formazioni annunciate, Monachello numero nove, ai lati Mancuso e Marras. Ormai, complice l’assenza di Antonucci, Pillon sembra aver trovato il suo undici titolare. I ritmi sono da subito molto alti e lo saranno per tutti i novanta minuti. Lo Spezia dell’ex biancazzurro Marino non somiglia in alcun modo al suo vecchio Pescara: buon pressing, idee verticali e velocità di palleggio. Al 9’ passa in vantaggio il Pescara, segna Mancuso – sempre lui – di testa su angolo di Brugman. A parte il gol, partita piuttosto anonima per il caldissimo numero sette biancazzurro, attento soprattutto alla fase difensiva. Al 18’, ha ancora lui una buona palla gol, il suo destro al volo si spegne alto sulla traversa. Al 20’, è Galabinov a sfiorare il palo in contropiede. Un minuto dopo, Machin spreca di destro un preciso assist di Monachello, consentendo a Lamanna di salvare un pallone che sembrava destinato in rete. Al 32’, destro al volo di De Col, pallone alto di poco. Al 35’, Marras entra in area dalla destra vincendo più di un contrasto, il pallone finisce sui piedi di Monachello che calcia in rete beffando Lamanna sul suo palo. Il Pescara raddoppia con merito. Passano solo due minuti e lo Spezia accorcia con Galabinov, che insacca di testa sugli sviluppi di un cross deviato da Brugman.
La ripresa inizia sugli stessi ritmi del primo tempo. Al 10’ è Fiorillo a tenere in vantaggio i biancazzurri con una parata straordinaria tutta di piedi e istinto su Galabinov. Al 12’, Brugman decide di ricordare alla platea chi è il miglior regista della categoria e lancia un inesauribile Marras in profondità. Il velocissimo esterno la mette dentro per Monachello, che incrocia di destro e trafigge Lamanna. Da questo momento in poi, il Pescara di Pillon, come abbiamo imparato, pensa ad abbassare i ritmi e a giocare con il cronometro, esibendo una buonissima solidità difensiva. Per il mister di Preganziol, giunti a quel punto della gara, vale solo la terza legge della dinamica, dunque ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria: dentro Pierini per lo Spezia, entra Kanoute; dentro Maggione, entra Crecco; dentro Gudjohnsen, entra Perrotta. La partita finisce e il Pescara è sempre più primo.
Il mister: “Stare in mezzo a questi ragazzi mi fa sentire più giovane”. La squadra è bella, divertente per la sua tenacia. Capitan Brugman guida da fuoriclasse un centrocampo di inattaccabile logica, la difesa tiene bene e l’attacco segna di rabbia e freschezza. Molto dipenderà, come intuibile, dalle condizioni di Campagnaro. Ad oggi la piazza può godersi un primato meritato, senza che questo valga a cambiare di netto gli obiettivi stagionali. Si vive di equilibri, una cosa per volta.
Tabellino:
SPEZIA (4-3-3): Lamanna, De Col, Terzi, Giani, Augello, Bartolomei, Ricci (70' Maggiore), Crimi, Gyasi (66' Pierini), Galabinov, Bidaoui (84' Gudjohnsen)
A disposizione: Manfredini, Barone, Crivello, Mora, Capradossi, De Francesco, Bastoni, Vignali, Bachini
All.: Pasquale Marino
PESCARA (4-3-3): Fiorillo, Balzano, Campagnaro, Gravillon, Del Grosso, Memushaj, Brugman, Machin (69' Kanouté), Marras (86' Perrotta), Monachello, Mancuso (81' Crecco)
A disposizione: Kastrati, Farelli, Fornasier, Elizalde, Cocco, Palazzi, Melegoni, Del Sole, Ciofani
All.: Giuseppe Pillon
MARCATORI: 9' Mancuso, 35' Monachello, 37' Galabinov, 56' Monachello
AMMONITI: Campagnaro, Giani, Marras
ARBITRO: Daniele Minelli (Varese)