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Sabato, 05 Dicembre 2020 00:21

Ascoli Pescara 0 2, i biancazzurri possono respirare

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Il nuovo Pescara di mister Breda esce vittorioso dal Del Duca di Ascoli per due reti a zero grazie ai gol di Galano e Ceter. Tre punti vitali per i biancazzurri, che ora possono guadare al campionato con maggiore fiducia, soprattutto in ragione di una prestazione più logica, ben congegnata ed esibita con attenzione e concentrazione. Nessuna mirabilia, ma accenni di benvoluta normalità.

Il Pescara si presenta contro gli storici rivali – anch’essi con il nuovo allenatore Delio Rossi – con l’undici immaginato alla vigilia, un 3-5-2 il più solido possibile che vede in Ceter e Galano i designati al contropiede. Già dalle prime battute è evidente un atteggiamento diverso dei biancazzurri, più alti e aggressivi oltre che meglio impostati nella linea difensiva. Al 2’, ci prova Maistro da fuori, buon intervento di Leali. Al 15’, Pucino frana ingenuamente su Nzita in area di rigore, l’arbitro concede il tiro dagli undici metri. Sul dischetto si presenta – improvvidamente, forse – Galano che non sbaglia e fa uno a zero. L’Ascoli accusa il colpo e avanza il proprio baricentro, senza tuttavia creare reali pericoli dalle parti di Fiorillo. Così i biancazzurri, che non aspettavano altro, si creano meritate ripartenze grazie al grande lavoro di Ceter in appoggio. Proprio su questa giocata nasce il raddoppio: Ceter libera Galano sulla trequarti e si butta dentro, Galano chiude il lungo triangolo con un preciso passante in area e il colombiano batte Leali con un destro fulmineo.

La ripresa inizia con lo stesso copione della prima frazione. Al minuto 2’, Ceter – ovviamente il migliore dei biancazzurri – si smarca ai trenta metri e corre verso l’area di rigore, liberando il destro che esce alto di poco. L’Ascoli manovra senza idee, il Pescara aspetta e difende con attenzione. Al 23’, Capone – subentrato – ha la palla del tre a zero su assist di Galano, tuttavia spreca malamente peccando in mollezza sia nel tiro che nella ribattuta. Al 42’, ancora un’altra occasione di contropiede, con Busellato e Galano che non riescono a colpire con decisione a rete. Quale nota a margine, si registra il rientro in campo di Antei a distanza di undici mesi dall’ultima apparizione. Servirà tempo, tuttavia potrà essere un giocatore realmente importante.

Vietati entusiasmi precoci, la prima di un nuovo mister è spesso illusoria in virtù. Breda, però, sembra aver compreso la squadra, riportando una serenità che sembrava persa. Una condizione che deve intendersi nella più concreta delle accezioni, come il neoallenatore spiega in conferenza: “Tranquillità significa che il calciatore sa che in quella situazione si fa quella cosa”. La semplicità è un paradosso complesso, ma spesso è l’unica salvezza.   

Tabellino:

ASCOLI (4-4-1-1): Leali; Pucino, Avlonitis, Spendlhofer, Sini ; Gerbo (70' Chiricò), Cavion, Saric, Pierini (46' Cangiano); Sabiri (63' Tupta); Bajic (83' Vellios). A disposizione: Sarr, Ndiaye, Ghazoini, Sarzi Puttini, Corbo, Donis, Lico, Buchel. Allenatore: Rossi

 

PESCARA (3-5-1-1): Fiorillo; Balzano, Bocchetti, Jaroszynski; Bellanova (70' Antei), Memushaj, Valdifiori (70' Busellato), Maistro (63' Crecco), Nzita (89' Omeonga); Galano; Ceter (63' Capone). A disposizione: Alastra, Ventola, Scognamiglio, Guth, Di Grazia, Vokic, Bocic. Allenatore: Breda

Reti: 17' rig. Galano, 40' Ceter

Arbitro: Illuzzi di Molfetta

massimo sanvitale

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