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ESCATOLOGIA: da Malachia alla Monaca di Dresda profezie sulla fine del mondo.
Sì, ma quale mondo?
Parlando di premonizioni e fine del mondo ( escatologia) ci troviamo di fronte a moltecipli citazioni e fonti. Negli ambienti cattolici (dall'apocalisse al vangelo di Matteo) vari sono i segni: Prima della venuta di Cristo, la Chiesa deve passare attraverso una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti (18,8, 24,12).
La persecuzione che accompagna il suo pellegrinaggio sulla terra (21,12; 15,19-20) svelerà il “Mistero di iniquità” sotto la forma di una impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell'apostasia dalla verità.
La massima impostura religiosa è quella dell'Anti-Cristo, cioè di uno pseudo-messianismo in cui l'uomo glorifica se stesso al posto di Dio e del suo Messia venuto nella carne (2,4-12; 5,2-3; 1,7; 2,18; 2,22). Questa impostura anti-cristica si delinea già nel mondo ogniqualvolta si pretende di realizzare nella storia la speranza messianica che non può esser portata a compimento che al di là di essa, attraverso il giudizio escatologico; anche sotto la sua forma mitigata, la Chiesa ha rigettato questa falsificazione del Regno futuro sotto il nome di “millenarismo”, soprattutto sotto la forma politica di un messianismo secolarizzato “intrinsecamente perverso Per gli ebrei nel Talmud La "Fine dei Giorni" nella escatologia giudaica comprende una serie di temi interconnessi: " Messianismo giudaico o Il ritorno degli esiliati dalla diaspora ebraica o La ricostruzione del Tempio di Gerusalemme (terzo tempio)."
Il Mondo a Venire ('Olam ha-Ba), un termine ambiguo che può riferirsi all'aldilà, al regno messianico sul mondo, oppure alla vita dei resuscitati. Per gli islamici nel Corano vi è un elenco di segni premonitori:
1. La comparsa di un anticristo, l'avvento dell'Imam Mahdi e successivamente del Profeta Gesù (che radunerà le forze del bene contro i malvagi), (Corano, 43:61)
2. Il suono della Tromba del Giudizio e segni minori che la precederanno.
3. L'inizio di un affievolimento o dello spegnimento del Sole [Corano, 81:1]
4. La Terra subirà un terremoto globale così intenso che provocherà il crollo di intere catene montuose, la rottura del corpo interno (nucleo terrestre ?) del pianeta, e l'allargamento della Terra. (Corano, 99:1, 69:13-14, 70:8, 84:3-4, 20:105-107, 99:1-6).
5. Il Sole inghiottirà la Luna (Corano, 75:7-9)
6. Tutte le piante saranno divelte oppure sradicate
7. L'Universo fermerà la sua espansione (Corano, 51:47, 21:104) Come potete notare ci sono in comune molti punti e il denominatore è comunque un grande cambiamento, più cruento nel Corano e nell'Apocalisse che non nella versione giudaica.
Ma al di là di queste versioni " ufficiali" grande fascino hanno sempre avuto le premonizioni sulla fine dei tempi di molteplici santi e non ( da Nostradamus ai Vaticinia de summis ponticifibus, famosi più per una decriptazione postuma facilmente adattabile ad ogni evento che non per una reale sovrapponibilità con il reale), però negli ultimi tempi è balzata prepotentemente in testa alla classifica dei catrastofisti la figura di San Malachia, la quale però non può essere disgiunta da un'altra: quella della monaca di Dresda.
Sono due figure affascinanti vissute in epoche completamente diverse ( 1094-1148 Malachia e 1680-1706 la monaca di Dresda), in entrambi in casi le loro lettere sono state portate alla luce solo secoli dopo (1595 e 1808) ma questo non inficia la parte che interessa a noi, che è quella che riguarda la fine della chiesa; nessuno dei due profetizza la fine del mondo ( le profezie della monaca proseguono fino al 3000 circa) ma quella della chiesa com'è conosciuta oggi.
Vi assicuro che l'argomento è molto vasto, qui vi riassumerò con due specchietti entrambe le profezie e poi cercheremo i punti in comune e quello che profetizzano. Motto della monaca A chi viene riferito Motto di Malachia Cavallo Bianco, con segno di Leone Leone XIII (Gioacchino Pecci 1878 - 1903)
Lumen de coelo Cavallo Nero, con segno di Pietà Pio X (Giuseppe Sarto 1903 - 1914)
Ignis Ardens Cavallo Giallo, con segno di Benedizione Benedetto XV (Giacomo Della Chiesa 1914 - 1922)
Religio depopulata Cavallo Rosso, con segno di Pietà Pio XI (Achille Ratti 1922 - 1939)
Fidens intrepida Cavallo Giallo, con segno di Pietà Pio XII (Eugenio Pacelli 1939 - 1958)
Pastor angelicus Cavallo Rosso, con il segno del Precursore Giovanni XXIII (Angelo Roncalli 1958 - 1963)
Pastor et nauta Cavallo Nero, con il segno del Beniamino Paolo VI (Giovanbattista Montini 1963 - 1978)
Flos florum Cavallo Bianco, con segno di Pietà Giovanni Paolo I (Albino Luciani 1978)
De medietate Lunae Angelo Maestro di Giosafat, con il segno dei Dodici Giovanni Paolo II (Karol Wojtyla 1978 - 2005)
De Labore solis Angelo Guida di Giosafat, con il segno della Gloria Benedetto XVI[senza fonte] (Joseph Ratzinger 2005 - )
De gloria olivae Angelo della Pietà, con il segno del Martirio, Petrus Romanus.
Si può notare un collegamento tra il colore dei cavalli, riconducibile al mito dei Cavalieri dell'Apocalisse, e il periodo storico in cui ha vissuto il papa:
* i cavalli bianchi corrispondo alla vittoria del potere spirituale della Chiesa;
* i cavalli neri corrispondono a un periodo di giustizia ed equilibrio;
* i cavalli gialli corrispondono alla morte e si trovano in corrispondenza delle guerre mondiali.
L'accuratezza delle date profetizzate desta scalpore, in quanto i documenti vennero trovati all'inizio dell'ottocento (e quindi molto tempo prima dei due conflitti mondiali);
* i cavalli rossi corrispondono al cavaliere che toglie la pace e rappresentano un periodo di preparazione alla guerra.
Nella lettera a Federico I di Prussia la monaca predice che "l'ultimo Pietro giungerà dalla tua terra";[6] la Prussia è il nome di una regione storica oggi compresa tra i confini della Lituania, della Russia, della Polonia e della Germania. E' abbastanza sorprendente come i motti di Malachia si adattino alle figure di alcuni papi : Flos Floris per Paolo VI che aveva appunto un giglio nello stemma papale, De Medietate lunae per Giovanni Paolo I che regnò sulla chiesa effettivamente 31 giorni, il tempo di un ciclo lunare, il successore fu contrassegnato col motto De Labore soli, che può essere tradotto da dove inizia il sole, a est e Giovanni Paolo II era polacco.
Come si può notare l'ultimo papa è pressochè identico in tutti e due: Il segno della Gloria e de Gloria Olivae...ll 111º papa, identificato con papa Benedetto XVI, è descritto come De gloria olivae. Il motto De gloria olivae è stato collegato al nome "Benedetto" perché alcuni benedettini sono anche chiamati "monaci olivetani".
Da notare che nell'araldo del Papa è raffigurata un persona di colore sul lato sinistro (rispetto visione) simbolo della Diocesi di Frisinga di cui fu arcivescovo. Il termine "olivae" è stato collegato al colore di questo viso di moro. Il 26 aprile 2009 Benedetto ha proclamato santo Bernardo Tolomei, fondatore dell'ordine degli Olivetani. il 112° papa, quello che è indicato da Malachia come Petrus Romanus è molto controverso anche perchè contraddice la prassi pontificia di non assumere il nome del primo papa (Pietro apostolo). Il nome è invece in linea con alcune coincidenze storiche, famose nell'immaginario collettivo, che vedono l'ultimo sovrano di una dinastia portare il nome del primo (es.: Romolo Augusto, come il primo re e il primo imperatore; Umberto II, come il fondatore della dinastia Savoia; Carlo d'Asburgo, come il fondatore del Sacro Romano Impero; Costantino XI, come il fondatore di Costantinopoli).
Alcuni altri vedono in Petrus Romanus non la figura di un papa ma quello del camerlengo, il reggente tra la morte di un papa e l'elezione del nuovo, indovinate chi è il camerlengo oggi? Pietro Tarcisio Bertone nato a Romano Canavese.
Un po' inquietante vero?
Il punto che tutte queste profezie hanno in comune è l'esigenza di una purificazione e di un rinnovamento spirituale della chiesa ( se avete voglia e tempo potete andare a leggere le trascrizioni delle apparizioni mariane sia a Medjugorje che in Brasile e vedrete che il messaggio è identico anche lì si prevede un castigo perchè gli uomini di chiesa hanno abbandonato la fede e vedrete anche come molti elementi sono uguali in tutti i discorsi riportati) certo si parla ovunque di sofferenza ma è quasi sempre riconducibile alla chiesa e al ritorno di una concezione meno millenaristica e più spirituale, perciò gli ultimi casi e scandali che hanno coinvolto la chiesa si potrebbero ricollegare in quest'ottica alle varie profezie.



