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Messaggio di Gesù e sviluppo storico

 Il messaggio di Gesù era differente da quello di Paolo?

Chi fu a condannare l'omosessualità?

Cosa sono realmente i vangeli apocrifi e perchè sono stati scartati?

 Amedeo Gaetani risponde a queste domande.

 Il messaggio evangelico (da qui il termine “evangelo”-“eu-anghelos”, dal greco buona notizia) degli inizi, per cui Gesù ha dato la vita, è questo: L’uomo è il centro della Creazione e non può essere schiavo di regole religiose, perché la sua vera vocazione è quella di conoscere Dio in sé e la religione impedisce questa Conoscenza. Sono note le invettive di Gesù contro la casta scribo-farisaica-sacerdotale del suo tempo.

 

La Conoscenza di Dio è un fatto personale ed è questo l’insegnamento delle origini. La religione, invece, affermava e afferma ancora (nulla è cambiato) che per conoscere Dio bisogna affidarsi ad uomini da Lui prescelti per portare la salvezza ad altri. 

Gesù ha combattuto, in modo assolutamente non violento ma con la Parola e con i gesti di grande Umanità  verso gli oppressi, questa concezione della salvezza ebraica fondata sul sacrificio e sulla penitenza per aggraziarsi Dio e meritare la salvezza. Ancora oggi la teologia cattolica è fondata sul sacrificio e sull’espiazione. 

Ma Gesù non ha fondato una religione del merito; ha rivelato, invece, il modo autentico per conoscere Dio, affermando che Dio è in ognuno di noi e la Conoscenza di se stessi porta alla Conoscenza di Dio in sé. Questa Conoscenza svela la capacità di amare che tutti portiamo scritto nella Coscienza. La Consapevolezza di questo potenziale d’amore, che ognuno porta in sé, dona la capacità di volgersi al bene e così l’Uomo evolve verso la sua piena realizzazione e felicità, già in questo mondo. Questo è il messaggio originario di Gesù e degli stessi apostoli dopo di Lui. Tale messaggio non prevedeva e non prevede alcuna intermediazione umana, potendo ogni uomo-donna essere l’artefice della propria Conoscenza di Dio e autodeterminarsi nella vita sociale.

 E qui veniamo alla mutazione: Paolo di Tarso, forte della sua conversione, di cui egli stesso parla negli Atti degli Apostoli, comincia ad istituire delle comunità ben visibili: Corinto, Efeso, Tessalonica, Colossi, Smirne, Filippi, Antiochia, Roma ecc.

Ha inizio così l’istituzionalizzazione del messaggio di Gesù, per altro manipolato secondo la mentalità di Paolo che originariamente era un Fariseo.

Il messaggio originario perde, dunque, la sua caratteristica “ontologico-gnostica” (La Conoscenza esalta il valore dell’Essere dando la capacità di amare) per assumere di nuovo la veste farisaica basata sul moralismo dogmatico farisaico. Paolo, attraverso gli scritti a Timòteo e Tito, comincia ad istituire gli “episcopoi”, espiscopi (vescovi), vale a dire i “guardiani della fede”. Più tardi vengono istituiti i “presbyteroi”, presbiteri (“preti” è un’abbreviazione di presbiteri), i collaboratori degli episcopi. Nasce così la prima “ekklesìa”, la “chiesa” gerarchica che si costituirà definitivamente in regime piramidale con l’avvento dell’Imperatore Costantino e che ha come codice morale l’insegnamento di Paolo, non più quello di Gesù. Il titolo stesso di “cristiani” nasce ad Antiochia in periodo posteriore perfino a Paolo.

In questo contesto, tutti i teologi di prima generazione che avevano portato avanti l’insegnamento di Gesù, vengono dichiarati eretici in riferimento alle leggi morali che Paolo stesso aveva stilato, servendosi del nome di Gesù ma ri-fariseizzandone il messaggio.

Un solo esempio emblematico: Una di queste regole di Paolo condanna l’omosessualità e ancor oggi la chiesa fa riferimento a questa regola paolina per condannare gli omosessuali, dato che nei vangeli non si parla affatto di questa espressione della sessualità. Men che meno Gesù hai mai parlato di sessualità. E’ proprio Paolo ad affermare che l’omosessualità è un grave peccato contro-natura ed oggi viene ripetuta la stessa cosa, nella morale cattolica (contro-natura). Anche qui, dottrina morale e non messaggio di Gesù. 

C’è da dire che molti avevano scritto di Gesù, immediatamente dopo la sua esperienza terrena. Gesù, infatti, non ha lasciato nulla di scritto.

Esistono molti vangeli, a questo proposito, alcuni dei quali con una forte connotazione “gnostica”ma la chiesa ne ha scelti solo quattro dichiarandoli divinamente ispirati e nascondendo gli altri (apo-kripto significa “ io nascondo”). Da qui il termine “apocrifi” con i quali si denominano i vangeli “nascosti”.

Perché nascosti? Perché contengono il messaggio originario di Gesù. Uno tra tutti: Il vangelo di Tommaso, un insieme di 113 detti di Gesù, di valore “Gnostico” (Conoscenza) in cui Gesù svela il vero rapporto tra l’Uomo e Dio e il modo per conoscere Dio in sé e acquisire la vera Conoscenza. 

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