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Martedì, 16 Maggio 2017 16:43

 Abruzzo/fatturato. Edilizia e manifatturiero in crescita, giù commercio e artigianato

Il Cresa pubblica i dati del 2016 delle forze trainanti l'economia del mercato regionale. Cresce l'edilizia ma non quella artigianale.

 

 

L'artigianato persino edile molto penalizzato rispetto al 2015 insieme al commercio, calano fatturato e occupazione. Buone notizie per manifatturiero, non tutti i comparti, in particolare i metalli tessile, legno ma non farmaceutico e elettronico e trasporti. L'edilizia torna con i più sopratutto nell'occupazione, insieme alla straniera.

 

Manifatturiero aumento fatturato con l'export su, giù elettronica e trasporto e farmaceutico

Per le medie imprese: Produzione +2,8% fatturato +2,6% export +3,4% occupazione +1,9%. L’attività produttiva ha registrato un aumento del +2,8% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, scaturito da dinamiche positive ascrivibili, in particolare, alla metalmeccanica, alla lavorazione di minerali non metalliferi e all’intero comparto tradizionale (alimentare, tessile-abbigliamento, legno). Secondo l’indagine congiunturale del CRESA presso un campione di 464 imprese con almeno 10 addetti, nel IV trimestre 2016 è proseguita la fase di ripresa dell’industria manifatturiera regionale.

 

 

Contrazioni marcate dell’attività si rinvengono nella chimico-farmaceutica, nei mezzi di trasporto, nell’elettronica. Gli ordinativi, nel complesso, hanno mostrato oscillazioni piuttosto modeste, di segno negativo nella componente interna e moderatamente espansivo in quella estera.

Se si considera la media annua la produzione industriale risulta aumentata in aggregato del 4,6% rispetto al 2015. Confermando tendenze già note, sono state ancora le imprese con più di 250 addetti a trainare il sistema produttivo regionale (+8% rispetto al 2015) ma è il consolidamento della ripresa delle imprese di minori dimensioni a richiamare le maggiori attenzioni. Nell’ultimo trimestre del 2016 gli ordini dall’estero rivolti alle piccole imprese sono cresciuti del 3,3, pur scontando un decremento di quelli domestici, accompagnati da un aumento delle vendite destinate ai mercati internazionali. Per le imprese di minori dimensioni il 2016 si è concluso con un risultato complessivo superiore a quello dell’anno precedente.

Nella parte finale del 2016 l’attività produttiva delle medie imprese (50-249) è tornata a crescere (2,3%) dopo una fase alterna di relativo ristagno. Il 2016 si chiude con un risultato (+1,7%) inferiore a quello delle altre classi dimensionali.

 

Nel quarto trimestre, l’incremento degli ordinativi esteri è rallentato sensibilmente in termini tendenziali ma la variazione media annua supera abbondantemente quella della domanda interna, al pari di quanto avvenuto nel 2015.

La dinamica occupazionale non è stata particolarmente brillante ma sembra essersi definitivamente portata in territorio positivo, lasciando intravedere segnali incoraggianti di una effettiva inversione di tendenza. Questo dato andrebbe approfondito ma nel suo complesso va interpretato positivamente poiché fa seguito ad una tendenza declinante durata oltre sette anni.

L’intonazione moderatamente negativa che caratterizza il clima d’opinione degli imprenditori appare concentrata in alcuni settori. Rispetto ai mesi precedenti alcuni orientamenti si sono rovesciati. Prevalgono aspettative pesantemente negative in diversi comparti: legno-mobili, lavorazione di minerali non metalliferi, farmaceutica, non totalmente compensate da quelle in senso contrario che prevalgono fra gli operatori dell’elettronica, dei mezzi di trasporto, del tessile. In realtà, questa mutevolezza di giudizio non è una novità, è stata rilevata nel corso di tutto il 2016 e rende di difficile interpretazione le risposte offerte dagli imprenditori relativamente a questa variabile.

 

 

 

Edilizia cresce l'occupazione, insieme a quella straniera

 

Positivi gli andamenti rispetto al 2015 con produzione +0,8% fatturato +0,9% commesse -1,8% occupazione +5,9%

 

 

L’indagine congiunturale del Cresa si basa sulle informazioni raccolte da Demetra presso 180 imprese edili aventi sede in regione.

Le risposte ottenute mostrano segnali di miglioramento rilevando un andamento tendenziale dei principali indicatori in lieve crescita (produzione: +0,8%; fatturato: +0,9%) che si inserisce in un trend di recupero osservato nel 2015, dopo la battuta d’arresto del primo semestre 2016. Le commesse mostrano un certo calo (-1,8%) accompagnato da un sensibile incremento dell’occupazione totale e straniera e dal lieve aumento dei costi. I buoni risultati tendenziali di produzione e fatturato sono legati all’andamento positivo delle medie imprese che ha compensato il calo di quelle piccole.

L’occupazione totale aumenta (+5,9%) insieme a quella straniera (+0,9%) grazie soprattutto alle grandi imprese.

Tutti i costi di produzione crescono (materie pri-me: +1,3%; energia: +0,3%; costi medi per addetto: +0,2%) soprattutto tra le piccole imprese.

Le aspettative degli operatori per i prossimi sei mesi sono negative per produzione, commesse e occupazione mentre si prevedono aumenti del fatturato e dei costi.

Le piccole imprese (6-9 addetti) mostrano dimi-nuzioni annue di produzione, fatturato e commesse generalmente peggiori della media delle imprese. L’occupazione è in aumento così come i costi di produzione.

Le medie imprese (10-49 addetti) registrano per produzione e fatturato risultati positivi e migliori della media, mentre le commesse mostrano la peggiore flessione. L’occupazione totale aumen-ta meno della media mentre quella straniera è in sensibile calo. I costi di produzione aumentano. Le grandi imprese (oltre 50 dipendenti) rilevano andamenti di produzione, commesse e fatturato senza variazioni di rilievo. L’occupazione totale e straniera crescono molto più della media. Tutte le tipologie di costo sono rimaste costanti.

 

Commercio, fatturato in calo

 

Rispetto al 2015 è nel complesso in calo, il fatturato -2,6% prezzi di vendita: -0,7% costi totali: +0,5 occupazione +0,8%

 

L’indagine congiunturale del CRESA relativa al primo semestre 2016 si basa sulle informazioni raccolte su un campione di 654 imprese commerciali con almeno 3 dipendenti.

L’andamento complessivo del comparto nel II semestre 2016 è risultato in calo; diminuiscono su base congiunturale e ancor più tendenziale fatturato (-0,5% e -2,6%) e prezzi di vendita (-0,4% e - 0,7%), aumentano i costi totali (+2,1% e +0,5%).

 

I prezzi di approvvigionamento restano sostanzialmente stabili rispetto alla prima metà del 2016 e fanno registrare una flessione del -1,1% rispetto al secondo semestre 2015. Solo l’occupazione con-ferma, con un +0,7% semestrale e un +0,8% an-nuo, una modesta crescita. Considerando la media delle variazioni su base annua, nel 2016, a fronte di un incremento dei costi totali dell’1,3% accompagnato ad una lieve riduzione dei prezzi di approvvigionamento (-0,3%), il fatturato e i prezzi di vendita si contraggono rispettivamente del -1,7% e del -0,5% e l’ occupazione sale del + 0,7%.

La diminuzione del fatturato su base annua è do-vuta alle performance negative delle imprese di dimensioni grandi e piccole, al contrario delle medie che riportano un lieve aumento. Sono la grande distribuzione e la ristorazione a mostrare i decrementi tendenziali più intensi. Il fatturato scende in tutte le province, particolarmente inten-sa la flessione dell’Aquila.

I prezzi di vendita rafforzano la flessione iniziata all’inizio dell’anno, quale effetto, a fronte di una stabilità sostanziale nel settore della ristorazione e degli esercizi al dettaglio, di una diminuzione nel-la grande distribuzione. Gli esercizi più grandi hanno spinto le vendite facendo leva sul sensibile abbassamento dei prezzi, al contrario di quelli

piccoli e medi, che li mantengono nel complesso invariati. Tra le province è L’Aquila a riportare il maggior decremento tendenziale, Chieti l’unica a far registrare un incremento.

I prezzi di approvvigionamento tornano a con-trarsi su base annua per effetto delle flessioni prin-cipalmente del settore della ristorazione, delle im-prese di maggiori dimensioni e di quelle operanti nelle province di Pescara e Teramo. Le altre attivi-tà mostrano diminuzioni meno evidenti, solo Chieti vede un aumento del +1,5%.

I costi totali registrano un incremento tendenziale più contenuto di quelli registrati in precedenza. Gli andamenti migliori riguardano la grande distribuzione e gli esercizi con il maggior numero di addetti, i peggiori le attività più piccole e il dettaglio. Pescara anche sotto il profilo dei costi totali con-ferma la maggiore capacità di contenimento, le altre province riportano, al contrario, aumenti.

L’occupazione tendenziale conferma l’andamento crescente del I semestre dell’anno. Nonostante le diffuse contrazioni di fatturato, cui le imprese commerciali hanno cercato di rispondere riducendo i ricavi unitari e contenendo, per quanto possibile, i costi, cresce il numero di occupati in tutti i settori, in tutte le classi dimensionali e in tutto il territorio regionale, provincia dell’Aquila esclusa. Ciò mostra che le imprese rivelano, nonostante la congiuntura sfavorevole, una grande vitalità di fondo.

Le previsioni per i prossimi sei mesi sono nel complesso fortemente pessimistiche, eccezion fatta per quelle relative ai prezzi di vendita.

 

 

Artigianato il settore più penalizzato dalla crisi

E' in calo rispetto al II semestre 2015 anche il fatturato -1,8% ordini totali -1,4% occupazione +3,8%

 

L’indagine congiunturale del Cresa relativa al secondo semestre 2016 si basa sulle informa-zioni raccolte presso 678 imprese artigiane con almeno 3 dipendenti e sede in Abruzzo.

Il fatturato mostra risultati negativi a causa di un certo calo sia congiunturale sia tendenziale verificatosi generalmente in tutti i comparti ar-tigiani e soprattutto tra le imprese che forni-scono servizi alle imprese e alle persone. Ne so-no colpite soprattutto le piccole imprese.

Anche gli ordini totali diminuiscono sia sul bre-ve che sul lungo periodo, soprattutto tra le im-prese di piccole dimensioni, quelle manifatturie-re e quelle dei servizi alle persone.

Al contrario l’occupazione fa registrare un certo aumento sia congiunturale che tendenziale, connesso principalmente alla sensibile crescita riscontrata tra le imprese edili.

Le imprese artigiane manifatturiere hanno regi-strato risultati negativi con cali tendenziali di fatturato e ordini totali peggiori della media. Ri-guardo al fatturato tutti i comparti registrano diminuzioni tendenziali, soprattutto il tessile abbigliamento. A differenza degli altri settori

Andamento congiunturale e tendenziale dei principali indicatori economici delle imprese artigiane.

 

A differenza degli altri settori per gli artigiani l’occupazione diminuisce sia sul breve che sul lungo periodo. Le previsioni su fatturato e occupazione sono pessimistiche e molto più diffuse della media regionale.

Anche le imprese edili (piastrellisti, elettricisti etc) sono colpite da diminuzioni annue di fatturato e ordini, più lievi della media regionale. L’occupazione aumenta sensibilmente sia su base semestrale che annua. Le aspettative su fatturato e occupazione sono pessimistiche ma molto meno diffuse rispetto alla media regionale.

Gli artigiani che offrono servizi alle imprese hanno registrato andamenti annui differenziati: fatturato in calo, ordini stabili e occupazione in aumento. Le previsioni sono negative e peggiori della media regionale.

Gli artigiani che forniscono servizi alle persone registrano diminuzioni annue di fatturato e ordini peggiori della media. L’occupazione aumenta. Le previsioni sono negative e per il fatturato peggiori della media del settore. Le piccole imprese artigiane hanno affrontato le maggiori difficoltà, con

Ultima modifica il Martedì, 16 Maggio 2017 16:49