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Lunedì, 22 Maggio 2017 18:34

Università. Pagato per studiare in Danimarca! La storia di un ragazzo di Rocca di Mezzo

Scritto da Reden
Luca Milani e lo scorcio della città danese in cui studia Luca Milani e lo scorcio della città danese in cui studia

Luca Milani racconta la propria esperienza: studia in Nord Europa, a Horsens, dove viene pagato per studiare

 

 

 

Molti sicuramente avranno letto riguardo la qualità della vita in Nord Europa, specialmente in Danimarca, ma pochi sanno che in questo paese gli studenti vengono pagati per studiare. Oggi racconta la sua esperienza un neo-diplomato di Rocca di Mezzo, un paese di 1.500 persone in provincia de L'Aquila, che ha scelto di frequentare l’università a Horsens, una cittadina della penisola centrale della Danimarca.

 

Ho frequentato il liceo scientifico, mi sono sempre piaciute le materie scientifiche come la matematica e la fisica, ma mi trovavo all’ultimo anno ed il mio problema, come quello di tutti gli altri, era cosa avrei fatto dopo. “ Dice “Volevo andare all’estero e studiare ingegneria meccanica, ma purtroppo data la condizione economica della mia famiglia ciò non era possibile. Stavo quindi valutando di iscrivermi a qualche ateneo locale quando mi imbattei in un articolo online che spiegava come fare per studiare gratis in Danimarca. Colpito da questa notizia, approfondii la questione e scoprii che i corsi sono gratuiti e in lingua inglese, è possibile anche richiedere dei sussidi dallo stato, inoltre le condizioni lavorative sono eccellenti: lo stipendio di un semplice commesso non è inferiore a 3000 euro lordi ed il tasso di disoccupazione giovanile non supera il 4%.”

Ero ancora a metà dell’ultimo anno di liceo, ma stavo già compilando la domanda di iscrizione per la Via University College di Horsens sul sito di Optagelse. Gli unici requisiti richiesti sono un certificato di inglese riconosciuto dall’ateneo ed un diploma di maturità, così appena li ebbi entrambi a luglio li mandai all’università che decise di accettarmi. Mi trasferìa fine agosto, poco prima che iniziassero i corsi e notai subito differenze colossali con l’Italia: dal clima al paesaggio, dall’architettura allo stile di vita.”

Ammette “Separarmi dagli affetti e dalle montagne con le quali sono cresciuto è stata dura all’inizio, ma facendo nuove conoscenze iniziai a svagarmi.”

 

Conobbi anche alcuni ragazzi italiani in erasmus che mi spiegarono le differenze tra l’università italiana e quella danese, infatti nel nostro paese si approfondisce in maniera meticolosa la teoria, gli orari delle lezioni sono asfissianti ed il rapporto con gli insegnanti è del tutto asimmetrico, in Danimarca invece si preferisce mettere in pratica la teoria appresa con molti esercizi, esperimenti e progetti. Tutto ciò allo scopo di preparare lo studente al 100% al mondo del lavoro. Le lezioni finiscono sempre di primo pomeriggio così che i ragazzi abbiamo l’opportunità di rilassarsi o lavorare ed il rapporto con i professori è molto informale, quasi amichevole.”

 

Ho scelto Horsens perchè è una città molto piccola, tranquilla, non affollata e con costi di vita inferiori a città più ricercate come Aarhus o Copenaghen, ma nonostante ciò l’affitto e le spese quotidiane come bollette e cibo costano generalmente di più rispetto al nostro paese, e non volendo dipendere economicamente dalla mia famiglia mi misi alla ricerca di un lavoro part-time. Fui assunto all’inizio come lavapiatti in un ristorante italiano, poi apprendista pizzaiolo e poi, qualche mese più tardi, ebbi la fortuna di ricevere un’offerta di lavoro da Trendhim, un’azienda che si occupa di marketing. Qualche mese più tardi feci richiesta (accettata un mese dopo) per l’SU, un sussidio che lo stato da agli studenti che ammonta a circa 800 euro lordi mensili, l’unico requisito da soddisfare è lavorare almeno 12 ore a settimana. “

 

Ora sono uno studente pagato dallo stato e ricevo incassi soddisfacenti che bastano a mantenermi per tutto il mese e a mettere anche da parte qualcosa. Sono molto contento di aver scelto di aver scelto questa strada che, nonostante sia stata difficile all’inizio, ha portato buoni frutti. La Danimarca è un paese che offre a chiunque la possibilità di farsi una carriera partendo anche da zero, ed ora intravedo un futuro per me, cosa che in Italia non mi sarebbe stata possibile”.

Ultima modifica il Venerdì, 16 Giugno 2017 15:40