Lo spettacolo parte dalla novella “Il Figlio cambiato” e dalla composizione drammatico-favolistica di Luigi Pirandello, rielaborando il testo nel rispetto dell’autore.
Quasi alla fine della sua produzione e della sua vita Pirandello torna alle credenze popolari della sua Sicilia, che tanto hanno in comune anche con quelle del nostro Abruzzo, individuandone le radici di profonda umanità'. Le “Donne”, streghe dell'aria, che vanno in giro di notte a sostituire i bambini belli e sani con altri deformi e malaticci, hanno effettuato questo scambio ai danni di una madre che al posto del suo bel figlio ha ritrovato un bambino misero e malato. La madre corre a rivolgersi ad una maga, “Vanna Scoma”, per sapere come riprendersi il figlio. Viene informata dalla fattucchiera che suo figlio si trova in una corte di re ma continuerà a stare bene solo se lei alleverà con affetto e cure l'altro bambino. Il vero figlio anche se vive in un palazzo e gode di tutti gli onori, non e' contento e decide di tornare al paese dove ritrova la vera madre, e improvvisamente la sua malinconia si scioglie. Rinuncia a tutti gli onori e ritrova la felicità. Un bellissimo testo poetico e musicale, dove tutti i personaggi, quindi gli attori, sono coinvolti in una attenta coralità e un forte pathos, dall'inizio alla fine della pièces.



