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Mercoledì, 23 Agosto 2017 18:02

Francavilla/palazzo Sirena. Melilla: Premio Attila a chi lo sta demolendo

Scritto da Reden
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 "Non si trovano in Italia i soldi per demolire le costruzioni abusive, ma si trovano centinaia di migliaia di euro per abbattere un edificio pubblico di grande valenza storica e culturale come il Palazzo Sirena di Francavilla.”

 

L'on. Gianni Melilla chiede più chiarezza sulla demolizione che sta stupendo molti cittadini, alcuni davvero dispiciuti per questo pezzo di storia che scompare. “In questa vicenda intravedo omissioni gravi da parte di organi dello Stato che avrebbero dovuto esprimere posizioni chiare e non l'hanno fatto. Interesserò con un'interpellanza a risposta urgente il Governo e il Ministro dei Beni e Attività culturali per accertare i fatti e i comportamenti delle Soprintendenze interessate.” riferisce “Nonostante l'invito della Soprintendentenza di Chieti ad aspettare l'esito della riunione del 30 agosto, l'Amministrazione Comunale ha ritenuto di procedere comunque alla demolizione. Anche su questa circostanza ci dovrà essere il controllo di legalità. Docenti universitari, architetti e associazioni come Italia Nostra hanno evidenziato l'irrazionalitá di questa scelta contro il patrimonio pubblico e la cultura".

 Licheri: Atto di forza

"A nulla sono valsi gli appelli, senza aspettare un parere definitivo della Regione, il sindaco-sceriffo di Francavilla fa abbattere di notte Palazzo Sirena, nonostante l'invito della sovrintendenza ad aspettare che il procedimento di verifica sul palazzo Sirena non fosse concluso." Interviene Daniele Licheri SI "Il Sindaco - sceriffo reputa che 'non c'e' un valore storico o architettonico da difendere', risponde che la città è sua, perché ha preso i voti fa come mi pare e dunque abbatte. Ma proprio perché governa con un mandato pieno riteniamo che Luciani abbia più responsabilità e non meno. Se passa l'idea che chi vince fa come gli pare costruiamo un paese peggiore per noi e per i nostri figli perché rischiamo di far passare un messaggio pericoloso: voglio fare una cosa e me ne infischio delle regole." Afferma " Il metodo utilizzato dal sindaco di Francavilla e le motivazioni addotte nella sua lettera sono il delirio di un malato di onnipotenza, la sua lettera lo fa sedere subito dalla parte del torto. Avrebbe potuto indire un referendum cittadino, discutere con gli architetti che si sono schierati contro, poteva aspettare anche un altro anno visto che l'edificio e lì da dopo la guerra, costruito da ex partigiani, ex deportati e reduci della guerra. Invece ha scelto la via dello scontro e della spettacolarizzazione dell'abbattimento trasformando la città in un'Arena."

Ultima modifica il Mercoledì, 23 Agosto 2017 19:07

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