Musica di Luigi Morleo. Liberamente tratto da Christa Wolf e Heiner Müller. Euripide nella sua tragedia narra che Medea ingannando il padre ed il fratello, uccidendo poi quest’ultimo, aiuta Giasone e gli Argonauti a riconquistare il Vello d’oro e fugge con lui a Corinto. Abbandonata da Giasone, che vuole sposare Glauce, figlia del re Creonte per ottenere il trono, Medea incendia la città, provoca la morte della rivale e uccide i due figli avuti da Giasone.
Christa Wolf nel suo libro ‘MEDEA.Voci’ ripercorrendo a ritroso le varie versioni del mito e risalendo a fonti storiografiche antecedenti ad Euripide rintraccia una figura che è sì travagliata dall’amore ma forte e generosa, una donna depositaria di un remoto sapere del corpo e della terra che una società intollerante come quella dei corinzi, emargina ed annienta negli affetti fino a lapidare i suoi figli. Nel mondo maschile greco la donna in quanto tale deve essere e può essere solo parte funzionale per l’esistenza stessa della società.
Alle donne è dato solo di occuparsi dei figli e di essere le guardiane dell’oikos e del focolare. Medea, sebbene esule, è una donna che non rinuncia a se stessa, e nonostante straniera rivendica rispetto per la sua identità, la sua diversità, la sua capacità di portare cura, ma il mondo maschile greco non può sopportare la sua autonomia, la sua forza e soprattutto il fatto che lei sappia dei misfatti della politica, della violenza, della crudeltà e delle inique scelte per la conservazione del potere, per questo viene additata e screditata. … Lo spettacolo viene presentato in concomitanza con la giornata internazionale della donna ponendo una riflessione sull’atteggiamento maschile nei confronti delle donne e verso se stessi in relazione alle donne. Lo spettacolo propone una traccia temporale tra il racconto della storia di Medea e la condizione della donna oggi.
Medea’s room è uno spettacolo-installazione, che nasce dalla coesistenza in scena tra un’attrice Cam Lecce ed uno scultore Jörg Christoph Grünert, una configurazione che è un patto di squilibrio reciproco e contemporaneamente di vocazioni e tecniche che muovono un organismo che cerca nella situazione artistica una strategia alternativa del comunicare. Le apparizioni e gli interventi drammaturgici dei due artisti sono le emanazioni di un atelier viaggiante, mobile, in cui i differenti piani linguistici concorrono alla narrazione e alla partecipazione dello spettatore che è testimone privilegiato dell’accadimento. Lo spettacolo sarà replicato nel matinée a teatro l’8 marzo per gli studenti.



