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Giovedì, 08 Marzo 2018 15:24

Governo. Le ragioni di un'asse M5S-Centrodestra nei programmi possibili

Scritto da di Angela Curatolo

Renzi non si presenta alle primarie del PD afferma Rosato. Nuovo Governo? Responsabilità sollecita Mattarella. Il responso dei votanti italiani è molto chiaro questa volta.

 

La democrazia è basata sulla vittoria non della maggioranza partitica, bensì sui temi, gli indirizzi e gli italiani sono stati inequivocabilmente chiari: le riforme da fare, le esigenze di un popolo,  insomma in una parola: i programmi.

Dalle votazioni, a ben osservare, il popolo italiano è stato esplicito al 70% ha dichiarato che vuole: tasse basse, innalzamento delle pensioni, aiuto concreto perché i soldi sono finiti per quasi tutti, economia circolare, rispetto dell'ambiente. Inoltre come si può trascurare che con il voto i cittadini italiani hanno espresso i proprio No alla buona scuola, No alla legge Fornero, No ai trattati Ttip, trattato transatlantico su commercio e investimenti e l'accordo UE-Canada, Ceta, che aprirebbero alla globalizzazione? 

Tutto questo lo hanno affermato a chiare lettere mettendo la croce sui simboli del M5S, al 32%, e del Centro-destra, in particolare Lega al 19%, coalizione che ha totalizzato 37%. La matematica conferma l'indirizzo politico che il popolo italiano ha indicato con il 70% dei voti. 

Innegabile è il trionfo della democrazia e del linguaggio espresso dagli italiani con un croce.

Ora mettendo da parte i punti divergenti dei programmi, prendendo invece in considerazione le convergenze, è chiaro che M5S e Lega/centrodestra potrebbero lavorare su questi temi in un programma di governo. Subito quindi riforma delle tasse, abolizione legge Fornero e varare eventuale reddito di cittadinanza o misura che allieverebbe la dura vita di sempre più cittadini a rischio povertà, mentre si studiano e eseguono le azioni per far ripartire il Paese.

Il resto sono solo chiacchiere inutili, perché sui temi ora la maggioranza c'è. Un dato basilare intrascurabile.

Il Presidente della repubblica Sergio Mattarella richiama tutte le parti al "senso di responsabilità" e pensare al bene generale dei cittadini.

Oggi al Quirinale per l'8 marzo, cerimonia per la festa della donna, presente anche Luigi Di Maio, dichiara Mattarella "Abbiamo ancora - e questo riguarda tutti - avremo sempre bisogno di questa attitudine: del senso di responsabilità di saper collocare al centro l'interesse generale del Paese e dei suoi cittadini".

"Questa è una crisi difficilissima" e bisogna pensare "all'interesse generale" e mostrare "senso di responsabilità", ha detto Giorgio Napolitano a margine della cerimonia. Il presidente Napolitano ha sottolineato i concetti espressi poco prima da Sergio Mattarella spiegando che il capo dello Stato "ha detto oggi delle cose importanti nella categoria dell'interesse generale. Cose - ha detto ancora Napolitano - di cui bisogna sempre tenere conto. Cose importanti anche sul senso di responsabilità di cui tutti dovranno dare prova".

"Ha ragione il presidente Mattarella, gli interessi del Paese e degli italiani vengono prima di qualsiasi altro calcolo politico". Concorde il segretario della Lega Matteo Salvini.

Intanto per Forza Italia, 14% in coalizione, potrebbero essere confermati presidenti dei deputati e dei senatori, Paolo Romani e Renato Brunetta. Spetterà loro, dunque, guidare la delegazione del partito al Colle quando sarà il momento di fare le consultazioni. 

D'altronde il Pd afferma, "Dovremo spiegare" al Capo dello Stato perché "è impossibile" un'intesa di governo tra M5S e Pd.

Lo ribadisce Andrea Orlando, ospite di 'Circo Massimo' su Radio Capital. "Avremmo difficoltà - aggiunge - a spiegare perché facciamo un accordo con una forza che ancora mantiene dei tratti forcaioli, con una politica economica fortemente incomprensibile e demagogica. Se i Cinquestelle diventano un'altra cosa parleremo con un'altra cosa". "I cambiamenti - prosegue Orlando - non è che si fanno con un tweet: sono cose profonde, necessitano di discussioni, dell'esigenza di andare dai propri ai quali si è chiesto il voto su una base a dire 'dobbiamo andare in un'altra direzione', io francamente questo non l'ho visto".

Renzi che farà?

"Renzi ha detto con chiarezza che non si ricandida alle primarie, non vuole fare il segretario, ha fatto la sua parte". Così Ettore Rosato a Omnibus su La7. All'obiezione che le parole del segretario non sono state proprio così chiare, Rosato replica: Renzi "ha detto: 'mi dimetto e facciamo il congresso'. Altrimenti avrebbe detto: 'mi dimetto e mi candido al congresso'". Quanto all'ipotesi di Carlo Calenda leader, Rosato dice: "Prendo per buone le parole di Calenda, che è persona intelligente: come volete che vada a fare il segretario che è appena entrato?".

Berlusconi non vuole essere ricordato per Bunga bunga

E' il suo cruccio di sempre. Non vuole essere ricordato per il 'bunga bunga' e gli scandali giudiziari, ma come l'uomo del fare che ha salvato del Paese dal pericolo comunista e in quasi dieci anni di buon governo ha lavorato solo per il bene dell'Italia. Silvio Berlusconi punta alla sua piena riabilitazione. E non gli interessa più di tanto ritornare in Parlamento e ottenere lo scranno di senatore. Ora che Forza Italia si è fatta scavalcare per la prima volta dalla Lega e Matteo Salvini ha il diritto di fare il candidato premier, il Cav si limita a fare il king maker del centrodestra, il ''regista'' e ''garante dell'unità della coalizione''. E non accetta di sentirsi un'anatra zoppa a causa della condanna per frode fiscale la cui pena è stata espiata il 14 aprile 2015, anche grazie all'indulto. Vuol recuperare quell'agibilità politica e istituzionale che gli è stata tolta dalla legge Severino (per effetto di questa legge non solo è ex senatore decaduto dalla carica, ma anche incandidabile fino al 2019) e, raccontano fonti azzurre, sarebbe pronto a tutto. Come sempre, l'ex premier si tiene aperte più strade. Confida ancora in un verdetto positivo della Corte di Strasburgo ma in attesa di un suo pronunciamento avrebbe deciso di presentare, tramite i suoi legali, la domanda di riabilitazione, la cui decorrenza inizia proprio oggi. A partire dall'8 marzo, infatti, Berlusconi può chiedere la riabilitazione, visto che proprio allora scadrà il termine di tre anni (fissato dall'articolo 179 del codice penale) dall'espiazione ai servizi sociali della sua condanna. Competente a decidere sull'istanza sarebbe il tribunale di sorveglianza di Milano.

Ultima modifica il Giovedì, 08 Marzo 2018 16:15

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