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Sabato, 12 Maggio 2018 10:48

Pescara scomparsa, la 'battaglia' di Italianostra: da antico mosaico a recupero antichi edifici.

Le ragioni di un convegno su Pescara.

 

talianostra presenta un piano progressivo e graduale una strategia che "riporti all'esperienza della vita urbana quotidiana alcune significative tracce della storia. Le stagioni della città possono ritrovare una loro leggibilità attraverso le pietre, se la città stessa le riconosce, le mostra, ne usa i manufatti." La presentazione di "una sintesi delle stato delle conoscenze della città romana, medioevale, sette/ottocentesca e novecentesca e degli elementi ambientali storici da parte di studiosi qualificati costituisce premessa e fondamento di una proposta che vada in tal senso."

"Nella città di Pescara si registra un’attenzione costante sul tema della città storica: pubblicazioni, cicli di conferenze, questioni di attualità ( si pensi all’irrisolta questione del mosaico romano rinvenuto sulla golena sud del fiume) testimoniano dell’interesse diffuso per le tracce degli insediamenti antichi; tuttavia perdura la tendenza all’oblio nelle azioni di trasformazione urbana che investono ormai anche la storia recente, non appena il rapporto funzionale con la città mostra segni di obsolescenza, senza che intervenga uno scatto di progettualità volto a reimmettere l’esperienza dell’antico nel flusso vitale della fruizione urbana, mediante il recupero di quelle tracce, anche all’interno del progetto contemporaneo." Si legge su un comunicato. "E’ opportuno che il tema venga proposto organicamente in sede pubblica combinando la riaffermazione del suo valore con la prospettazione di linee di azione su cui innestare la progettualità pubblica. "Il livello degli studi e delle conoscenze sulla Pescara antica è sufficientemente maturo per trattarli sistematicamente, come nelle sedi deputate già avviene, ancorché con taglio necessariamente settoriale e specialistico ;mentre del tutto insufficiente appare il livello di consapevolezza sulla presenza urbanistica delle relative vestigia in città e sulla possibilità di metterle in valore, sia sul piano di una conoscenza dei singoli oggetti più estesa rispetto agli specialismi, sia per riconoscerne spazialmente la presenza (anche, ove del caso, con interventi di riuso e/o integrazione con elementi di moderna progettazione). Analoga disattenzione si registra su altri elementi caratterizzanti la città ed il paesaggio storici come le fontane suburbane e la vegetazione originaria."

Alla base della strategia alcuni punti: definizione operativa del Parco archeologico e di Colle del Telegrafo; scavo ed opere per la fruizione di una "Stanza della storia" intorno al mosaico da proteggere con vetrato praticabile, connesso al muro delle Caserme ( e attraverso questo alla struttura museale retrostante), sorvegliato, illuminato e visitabile.

Spostamento del distributore di benzina sul ponte, scavi che ne evochino la antica presenza.

Recupero dell'area "caserma Rampigna" pensando a funzione pubblica di Biblioteca provinciale, eliminazione (questa volta virtuosa) della cinta muraria. Programma di scavi e ricerche dei sotterranei della fortezza e mappatura scientifica. Area della ex fortezza, pavimentazioni che ricostruisca il perimetro nell'attuale città, cartellonistica illustrativa sarebbe di complemento.

Verifica della possibilità di una parziale “emersione” delle opere portuali antiche. Nucleo del "museo della città" dove esporre i reperti.

Recupero per i principali edifici in area centrale otto/ novecentesca.

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