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Venerdì, 21 Settembre 2018 19:48

Pescara. Sinistra italiana spiega le ragioni della nascita del mercatino etnico

Scritto da rednez

SI: "Dal Mercatino etinico solo positività!"

 

Il Mercatino etnico che l’amministrazione comunale di Pescara si appresta a realizzare presso il sottopasso ferroviario "non presenta alcun profilo problematico per la cittadinanza e per il commercio pescarese, tutt’altro, ne risolve molti." In una nota Sinistra Italiana ne spiega i motivi.

"Pone fine a situazioni di degrado e illegalità, creando un luogo privo di insalubrità, con impianti elettrici a norma, servizi igienici, controllato da telecamere e forze dell'ordine, definito e circoscritto, illuminato e popolato, l’esatto contrario della situazione di degrado a cui abbiamo assistito negli ultimi 20 anni. Inoltre riempie un vuoto urbano e degradato, senza illuminazione, un deserto da cui origina la percezione di insicurezza dei cittadini. Qualsiasi illegalità (a cominciare dalla contraffazione) diventerà così molto meno attuabile rispetto agli ambulanti sparsi su spiagge e marciapiedi in città", afferma il partito, inoltre "E’ per creare tale sicurezza la spesa di 250mila euro: la sicurezza ha costi. Inoltre gli occupanti pagheranno tutte le utenze e l'occupazione del suolo pubblico al Comune che nel tempo rientrerà dell'investimento".

"Si crea un luogo di integrazione e lavoro per centinaia di famiglie che vivono da anni a Pescara e che per anni hanno interagito umanamente e commercialmente con la cittadinanza pescarese", fanno presente. Coloro che occuperanno il mercatino, aggiungono, non possono andare negli altri mercatini esistenti per i seguenti motivi: "non hanno adeguati mezzi e possibilità di caricare e scaricare la merce, i mercatini rionali non ci sono tutti i giorni e dividendo i senegalesi per i mercatini presenti a Pescara lavorerebbero al massimo un giorno a settimana."

E poi, "Con la nuova legge regionale del commercio non avrebbero mai i requisiti per competere con gli ambulanti italiani rispetto ai mercati rionali."

Infine, "quella è una comunità che è nata e ha operato negli anni sempre insieme e l'integrazione non si fa spaccando una comunità ma accettandola per quella che è per ciò che esprime e soprattutto rispettando le loro esigenze che sono quelle di rimanere insieme, di non disperdersi".

Ultima modifica il Venerdì, 21 Settembre 2018 19:56

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