È iniziata oggi al palazzo della Consulta l’udienza pubblica sul caso DjFabo-Cappato, si pronuncia sulla costituzionalità dell’articolo 580 del codice penale, che disciplina il reato di aiuto al suicidio la cui condanna arriva fino a 12anni.
Cappato ha assistito in una clinica in Svizzera Dj Fabo, tetraplegico e cieco in seguito a un incidente stradale, e poi si è autodenunciato ai carabinieri per aver violato l'articolo in questione.
Il 13 settembre una delegazione dell'Associazione Luca Coscioni, composta da Marco Cappato, Mina Welby, Carlo Troilo, Filomena Gallo, Marco Perduca e Marco Gentili, ha consegnato 130 mila firme al Presidente Fico, firme dei cittadini italiani a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare per l'eutanasia legale.
In 600persone attendono di morire con suicidio assistito, è un dato riferito dall'Associazione attivista per i diritti. "La proposta è attualmente incardinata nelle commissioni Affari sociali e Giustizia della Camera".
"Il Popolo della Famiglia di Teramo esprime preoccupazione per la sentenza di oggi sul suicidio assistito, con cui la Corte Costituzionale potrebbe 'salvare' Marco Cappato dal carcere". Si legge in una nota del Popolo della Famiglia, "Cappato ha deliberatamente infranto la legge, per affermare l'ideologia del suicidio assistito e dell'eutanasia. Il nostro circolo, insieme ai circoli del Popolo della Famiglia di tutta l'Italia, è pronto a viaggiare verso Roma per una mobilitazione nazionale contro una sentenza della Consulta che dovesse essere in violazione dell'ordinamento vigente e del diritto alla vita."
Mario Adinolfi, Presidente nazionale del Popolo della Famiglia, aggiunge: "Non abbiamo l'ansia di vedere Marco Cappato dietro le sbarre, ne faremmo solamente un inutile martire. Ma le leggi sono chiare, non si può agevolare il suicidio di un essere umano, si deve anzi fare di tutto per impedirlo. Davanti a norme così nette, una sentenza di segno opposto della Corte Costituzionale mi sembra impensabile, e sarebbe solo una sentenza ideologica"



