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Giovedì, 07 Febbraio 2019 19:23

Traffico cuccioli, maltrattati morivano spesso dopo la consegna

Scritto da P.V.

Traffico internazionale di cuccioli, 7 arresti a Rimini

 

Acquistavano cuccioli di cane nella Repubblica Slovacca, pagandoli pochi euro, e poi li rivendevano in Italia per cifre comprese tra 1.000 e 1.800 euro. Si legge sul sito della Polizia di Stato. Al termine dell’operazione “Luxury dog” sette persone sono state arrestate dalla Polizia di frontiera di Rimini con l’accusa di maltrattamento e traffico illegale di animali, truffa e falsificazione di documenti relativi alle vaccinazioni; cinque di loro sono finite in carcere e due ai domiciliari.

Sequestrati passaporti per animali da compagnia ancora da compilare, falsi pedigree da immettere sul mercato, microchip pronti per essere inoculati ai piccoli cuccioli, farmaci ad uso veterinario.

L’attività investigativa ha portato al sequestro di circa cento cuccioli e ha fatto luce su un’organizzazione criminale che, grazie alla compravendita di migliaia di animali, ha guadagnato oltre un milione di euro.

 

Per rendere più appetibili i cuccioli l’organizzazione produceva anche falsi pedigree. Gli animali venivano importati quando ancora non avevano raggiunto i tre mesi e 21 giorni previsti dalla normativa; tale limite è legato al tempo necessario affinché il vaccino contro la rabbia, obbligatorio, faccia il suo effetto. Per fare questo alteravano le date di nascita sui passaporti e registravano vaccinazioni mai effettuate. A causa dei maltrattamenti subiti in tenerissima età, molto spesso i cuccioli decedevano dopo pochi giorni dalla consegna.

Durante l’attività investigativa sono stati documentati decine di episodi di importazione illegale di cuccioli, che hanno portato al sequestro di circa 30 passaporti falsi e 100 cani che inizialmente sono stati dati in custodia ai canili territorialmente competenti, e poi affidati a famiglie che si sono rese disponibili.

Individuato anche un uomo incaricato di produrre false attestazioni di genealogia e fittizie certificazioni di riconoscimento di razza che venivano spacciate per pedigree. L’operazione è stata condotta in collaborazione con il Servizio di cooperazione

internazionale di Polizia - Sirene, di due team EnFAST (Rete europea delle unità ricerche attive latitanti), delle Squadre mobili di Milano, Alessandria, Bergamo, Savona, Napoli, delle Guardie ecozoofile di “Fare ambiente” e di 30 poliziotti della Repubblica Slovacca.

Ultima modifica il Giovedì, 07 Febbraio 2019 19:35

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