"A nome di tutta la classe dirigente di questo paese, ma anche a nome di tutti coloro che hanno contribuito in qualche modo alla sua discesa agli inferi, confesso tutto il male che è stato fatto qui nel corso della storia e chiedo perdono dal profondo del mio cuore - ha detto Samba Panza nel suo discorso al Pontefice -. Santo Padre abbiamo assolutamente bisogno di questo perdono in occasione della vostra visita perché gli ultimi sviluppi della crisi in atto nel nostro Paese sono apparsi degli abomini commessi in nome della religione da parte di persone che si definiscono credenti. Ma come si può essere credenti e distruggere i luoghi di culto, uccidere il prossimo, stuprare, distruggere i beni altrui e commettere violenze di ogni tipo?". "La vostra visita è vissuta come una benedizione dal cielo. La vostra presenza è vista come una vittoria. Una vittoria della fede sulla paura, sull'incredulità e una vittoria della compassione e della solidarietà della Chiesa universale", ha rimarcato il presidente del Centrafrica nel suo discorso a Papa Francesco. "I centrafricani hanno inflitto sofferenza indicibili ad altri centrafricani. Ecco perché le figlie e i figli di questo Paese sono chiamati a riconoscere le loro colpe e a chiedere perdono, un perdono sincero che la Vostra benedizione trasformerà in un nuovo fermento per la ricostruzione del Paese", ha aggiunto. Samba Panza ha quindi ricordato "i rischi per la sicurezza, reali o amplificati, che hanno segnato l'organizzazione della visita" così come la minaccia terroristica, che "avrebbero potuto scoraggiarla dal venire a Bangui", ma "così non è stato", sottolineando come dal Papa sia arrivata una "lezione di coraggio e determinazione". Papa Francesco a sua volta, in un breve discorso a braccio tenuto durante la sua visita al campo profughi nella parrocchia del "St. Sauveur" a Bangui, ha lanciato un appello per la pace: "Dobbiamo lavorare, pregare e fare di tutto per la pace. Ma la pace senza amore, senza amicizia, senza tolleranza, senza perdono non è possibile. Ognuno di noi deve fare qualcosa. Io auguro a voi e a tutti i centrafricani la pace, una grande pace tra voi". Circondato da molti bambini, Francesco ha detto: "Ho letto quello che hanno scritto i bambini: pace, perdono, unità, amore. Vi auguro che possiate vivere in pace qualsiasi sia l'etnia, la cultura, la religione, lo stato sociale. Tutti in pace, perchè tutti siamo fratelli. Mi piacerebbe che tutti dicessimo insieme 'tutti siamo fratelli'. E per questo vogliamo la pace".
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