"Risse, accoltellamenti, stupri, atti intimidatori, scippi, rapine e sangue sulla strada. Ormai sono anni che denuncio una crescente emergenza sicurezza a Pescara e nell’ultimo anno vi è stata una impennata dei casi da far paura." Per il consigliere regionale 5S Domenico Pettenari "Una volta riconosciuta l’emergenza, il responsabile provinciale della sicurezza e dell’ordine pubblico invia una richiesta al Ministro dell’Interno e il Ministro non potrà rifiutare.", ovvero, "più uomini delle forze dell’ordine, unità mobili blindate (che oggi non sono di stanza a Pescara) al servizio stabile della città, supporto dell’esercito per l’attivazione del programma Strade Sicure”.
Il pentastellato propone: "presidi fissi (che possono comprendere blindati e pattuglie miste polizia-esercito) nelle zone ove insiste l’emergenza e cioè: Rancitelli-Ferro di Cavallo, Fontanelle-Via Caduti per Servizio, Via Rigopiano-case popolari, Area di risulta-quadrilatero centro. Solo cosi si potrà arginare l’emergenza sicurezza in corso, ma per fare questo bisogna riconoscere l’emergenza". Al contrario, secondo Pettenari "Le Forze di Polizia continueranno a fare interventi a fatto accaduto come sta succedendo e non riusciranno mai a prevenire tutti i fenomeni di sangue. O peggio, interventi ad orologeria che servono solo in quel momento ma nell’attimo successivo, quando le pattuglie andranno via, tutto tornerà come prima".
Ricorda che " nel 2011 istituirono per soli tre mesi il programma strade sicure in Via Caduti per Servizio con il supporto dell’esercito non si muoveva più un foglia e quel quartiere era diventato il paradiso”.
In ultimo commenta, "la Regione Abruzzo e la città di Pescara sono governate dal centro destra che in tema di sicurezza lascia molto a desiderare".
Pettinari sostiene di esser diventato "bersaglio" e dichiara, "perché il problema sembra essere il sottoscritto che denuncia"



