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Giovedì, 22 Agosto 2019 17:58

Crisi di Governo. Consultazioni terminate. Governo o voto?

Il Presidente Mattarella, dopo le consultazioni, dovrà esprimersi in attesa dell'assemblea M5s.

 

Per il centro destra unito, oltre la Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia di Berlusconi la via maestra è solo il voto. E' anche vero che per i sondaggi divulgati da Agorà Raitre, potrebbero ragiunger oltre il 50% dei consensi ora.

"Oggi la via maestra non possono essere giochini di palazzo, manovre di palazzo, governi contro; sono e dovrebbero essere le elezioni" ma "se qualcuno mi dice 'ragioniamo perché dei no diventano sì, miglioriamo la squadra, miglioriamo il programma, diamoci un obiettivo non contro ma per...". Dopo le consultazioni al Quirinale con il Capo dello Stato, il leader della Lega, Matteo Salvini, ribadisce alla stampa la sua soluzione per uscire dalla crisi: il ritorno alle urne. Ma lascia comunque aperta la porta al suo ex alleato di governo. "L'ho detto al Presidente della Repubblica: un accordo contro, per tirare a campare, Pd-Cinquestelle è la vecchia politica - ha sottolineato ancora -. L'unico collante di un eventuale governo Pd-Cinquestelle, che sarebbe irrispettoso di tutte le ultime elezioni fatte in Italia, sarebbe il contro". I troppi no sarebbero la ragione di questa scelta di abbandonare la nave.

"L'unica cosa che sarebbe irrispettosa è veder rientrare dalla finestra quei Renzi, quelle Boschi, quei Casini, quelle Boldrini a far parte di un governo che gli italiani hanno ripetutamente cacciato dalla porta principale" ha spiegato il segretario della Lega. Quanto all'ipotesi di abolire totalmente i due decreti sicurezza - una delle tre condizioni 'non negoziabili' della trattativa Pd-5 Stelle che il segretario dem Nicola Zingaretti avrebbe posto durante il colloquio al Colle, Salvini ha commentato: "Ho letto che qualcuno vorrebbe cancellare i decreti sicurezza, magari riaprire i porti. Non ci sto. Ho letto che qualcuno vuole tornare indietro su 'quota 100': no".

Niente veti all'ingresso di Luigi Di Maio nell'eventuale prossimo governo. Sarebbe questo uno dei punti fermi per il Movimento 5 Stelle.

Al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, "abbiamo portato le nostre preoccupazioni, soprattutto per i rischi che vanno delineandosi verso l'economia italiana e verso milioni di famiglie, in relazione a un possibile aumento dell'Iva e del ritorno alla legge Fornero". Così il capo politico M5S Luigi Di Maio al termine delle consultazioni al Quirinale. Ha ribadito che per le riforme mancavano pochi passi per alcune un voto come il taglio dei parlamentari.

"Qui non si rischia di tornare indietro al 4 marzo 2018, qui si rischia di portare il Paese a una condizione non diversa da quella della crisi del 2008 - ha avvertito Di Maio - e non è giusto che a pagare questa crisi siano proprio i cittadini italiani".

Per Zingaretti importanti i principi posti, i primi, non negoziabili, "principi cui un nuovo governo dovrebbe rifarsi", ha quindi detto parlando di una "chiara e indiscussa scelta europeista e l'impegno a costruire un'Europa profondamente rinnovata all'insegna dello sviluppo, del lavoro e della solidarietà". Poi, ha proseguito, "il pieno riconoscimento e difesa della democrazia rappresentativa, a partire dal valore della centralità del Parlamento, una svolta radicale delle scelte economiche e di sviluppo, puntando alla sostenibilità ambientale e ridando totale centralità a politiche redistributive, agli investimenti, ai temi del lavoro e attenzione all'equità sociale e per evitare ulteriori inasprimenti fiscali, infine, a cominciare da quello dell'Iva". Infine, Zingaretti ha parlato di "una svolta, con l'Europa, nell'organizzazione e gestione dei flussi migratori rispetto ai decreti approvati in questa legislatura". Altrimenti sono pronti al voto.

Ultima modifica il Giovedì, 22 Agosto 2019 18:22

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