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Giovedì, 19 Dicembre 2019 19:14

Natale, Hanukkah, Kwanza, Yule. Riti diversi, una grande Anima.

Scritto da di Angela Curatolo
Auguri in tutte le culture Auguri in tutte le culture

A dicembre oltre il Natale altre culture festeggiano ricorrenze diverse ma con significati molto affini. Ecco i rituali, cibo, simboli di altre celebrazioni questo mese magico.

 

Il solstizio invernale, il sole che muore e rinasce, ha ispirato i popoli che hanno sentito l'esigenza di celebrare questi giorni importanti e magici.

Natale, Hanukkah, Kwanza, naturismo, uniscono, con infinite differenze, tutti gli abitanti del globo.

Il Natale, festa cristiana che ricorda la nascita del Salvatore Gesù

Natale, è la festività cristiana, cade il 25 dicembre, celebra la nascita di Gesù bambino, la natività.

Una curiosità: nelle chiese ortodosse, che adottano il calendario giuliano, si festeggia il 7 gennaio.

Natalis, nascita del bambinello che si celebra nelle Chiese cristiane, nella notte e il mattino del 25 dicembre.

Si mangia il panettone, pandoro, torrone, fritti, arriva Babbo natale ( Santa Claus, San Nicola), si allestiscono il presepe e l'albero cosmico di Natale, una conifera sempre verde che simboleggia la rinascita e il contatto con l'Universo.

Hanukkah, festa ebraica che quest'anno la prima candela si accenderà il 22 dic 2019, una per 8 giorni, fino al 30 dic 2019

Hanukkah è una festività ebraica conosciuta come festa delle luci, riferito al candelabro a otto braccia. Significa "dedica" e la festa commemora la rivolta guidata da Mattatia, un anziano sacerdote della famiglia degli Asmonei, di Modin, cittadina a nord-ovest di Gerusalemme, che permise - secondo Zc 4,6 - la vittoria dello spirito sulla forza brutale che minacciava la vita religiosa e spirituale di Israele.

Dura 8 giorni a cavallo di due mesi, inizia a Kislev e finisce in Tevet. Rappresenta sia una celebrazione della volontà del popolo ebraico di sopravvivere, sia una festività che marchi il dominio della luce sull’oscurità, ciò che acquista un significato particolare in corrispondenza con l’inizio dell’inverno e durante il periodo dell’anno in cui le giornate sono più corte.

Gustosi i dolci dell'Hanukkah. Sono famose le ciambelle fritte nell'olio bollente, sufganiot e le Latkes, frittelle di patate, da cui il famoso comico Andy Kaufman fu ispirato per il nome di Latka Gravas, personaggio cult della serie Taxi.

Kwanzaa, non è una festività religiosa ma una celebrazione dell'identità africana

I sette principi del Kwanzaa, o Nguzu Saba, "Habari gani?". Questa festività ha radici nei villaggi dell'Africa e si è estesa negli USA solo nel 1966 ad opera di un professore, Dr. Maulana Karenga, docente di studi e cultura dell'Africa in California State University, Long Beach, che ne fece una filosofia basata su 7 precetti del Kawaida, parola Swahili che significa 'comune': autodeterminazione, comunità come vocazione, fede nei cuori delle persone e leader e nella vittoria dei principi, creatività, solidarietà, lavoro di gruppo e responsabilità, l'economia basata sul dividere i profitti delle proprie attività e lavoro con la comunità.

Si festeggia dal 26 dicembre al primo gennaio.

Celebra il raccolto inviato dal Signore, costituisce la più grande esternazione dell'identità africana. Un'usanza di questa festa è quella di chiedere ad un altro celebrante ogni giorno, "Habani gani?", ovvero, "Come stai?".

Solitamente le famiglie a Natale preparano l'albero e il Kinara, accendono delle candele di diverso colore: tre rosse, per ricordare il sangue dell'Africa; tre nere, per la gente dell'Africa; tre verdi, la promessa alla terra per il futuro. Altri simboli rituali sono: grano, avena e la coppa della comunità per ringraziare gli antenati e i doni. La danza, fondamentale durante i tiruali, è un elemento culturale importante che evoca lo spirito dell'Africa.

E' una festa della famiglia.

Oggi in USA si consuma un menu afro-americano, composto da patate dolci, arachidi e una radice che si chiama Yams, mais, insomma i prodotti della terra.

Yule. I naturisti celebrano la rinascita del Dio Sole.

Yule, che affondale radici nel naturismo, celebra uno degli otto giorni sacri dell'anno (sabbat), Yule, che per molti significa ruota. E' una festa neo pagana antichissima, precristiana, celtica-germanica, wicca, le cui tracce si perdono nella notte dei tempi.

Il 21 dicembre, giorno del solstizio invernale, brucia un ceppo di albero di cedro per simboleggiare la luce e si rende omaggio agli alberi con birra e pane. Le wicca, in una veglia notturna, salutano Re Agrifoglio e danno il benvenuto al Re Quercia. Nell'emisfero meridionale, Natale cade nel periodo più caldo dell'anno, alcuni australiani celebrano, oltre Yule a dicembre, una seconda festa a giugno; questa festa è nota come Yulefest.

In Islanda si sacrificava un maiale e si danzava. Quando i missionari di Papa Gregorio Magno convertirono i popoli germanici vennero introdotti nel Natale i nuovi simboli, ancora vivi nella tradizione, agrifoglio, vischio e persino l'albero, l'abete sempreverde anche nel freddo e buio inverno.

Oltre al maiale il cibo tradizionale comprende l'agnello, biscotti e dolci di cumino bagnati in succo di cedro, frutta e noci, zabaione, tea rosso, spezie e cedro.

Le diverse culture sono la prova che dicembre è magico, ha la capacità di unire e scaldare i cuori delle persone, di creare ponti tra le Anime. Un abbraccio può diventare la chiave dell'incatesimo.