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Venerdì, 20 Dicembre 2019 18:41

Suicidi di 19 dipendenti. Condannato ex ad France Telecom

Scritto da P.V.

Una storia atroce e incredibile

 

Didier Lombard, l'ex ad di France Telecom, è stato condannato a un anno di carcere e a una multa di 15mila euro per una serie di suicidi di dipendenti della compagnia telefonica francese che dal 2013 ha preso il nome di Orange.

I giudici hanno infatti stabilito che Lombard e altri dirigenti dell'azienda - condannati a pene più lievi - si sono resi colpevoli di "vessazioni morali" utilizzando metodi "proibiti" adottando, tra il 2007 e il 2008, politiche aziendali tese a ridurre il personale.

I giudici hanno condannato anche la società, imponendo una multa di 75mila euro. Lombard può usufruire della sospensione di otto mesi della pena: restano quindi quattro mesi da scontare. Lombard ha annunciato che farà ricorso contro la sentenza che, ha detto il suo avvocato, è "un totale errore" dal punto di vista legale.

La società invece ha fatto sapere che non ricorrerà in appello. L'azienda ha ricordato che, dallo scorso ottobre, sta lavorando una commissione per valutare gli indennizzi per i familiari dei dipendenti che si sono suicidati; l'obiettivo è quello di arrivare a "indennizzi accettabili" evitando dispute legali "lunghe, costose e soprattutto dolorose".

Insieme a Lombard sono stati condannati a un anno il suo ex vice Louis-Pierre Wenes e l'allora direttore delle risorse umane Olivier Barberot, con una sentenza che per la prima volta riconosce i vertici responsabili di una strategia generale di 'mobbing', anche se non sono stati direttamente coinvolti nei rapporti con i dipendenti. Altri quattro ex dirigenti sono stati condannati a quattro mesi per "complicità".

L'inchiesta del processo si è concentrata sui casi di 39 dipendenti, 19 dei quali si sono tolti la vita, 12 hanno tentato di farlo e otto hanno sofferto di gravi forme di depressione. Tra il 2008 e il 2009 France Telecom si stava privatizzando e stava portando avanti piani di ristrutturazione tesi a tagliare almeno un quinto del personale, oltre 22mila posti di lavoro. Al processo si sono sentite le testimonianze di dipendenti e familiari che hanno denunciato abusi psicologici sistematici da parte dei cap concentrati sul taglio del costo del lavoro e del personale. Molti dei dipendenti che si sono tolti la vita, compreso uno che si buttò dalla finestra del quinto piano di fronte ai colleghi, lasciarono lettere in cui affermavano che la compagnia aveva reso le loro vite impossibili.

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