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Mercoledì, 12 Febbraio 2020 17:45

Zaky. Sassoli: Egitto lo rilasci immediatamente

Venerdì 14 febbraio 2020, dalle ore 19 gli attivisti e le attiviste del gruppo Amnesty International Pescara Chieti manifesteranno in piazza della Rinascita (piazza Salotto) a Pescara.

 

Strasburgo, 12 febbraio. Patrick Zaky, lo studente egiziano residente a Bologna arrestato al suo rientro al Cairo e torturato, deve essere "immediatamente rilasciato e restituito all'affetto dei suoi cari". Lo sottolinea il presidente del Parlamento Europeo David Sassoli, in conferenza stampa a Strasburgo. "Secondo Amnesty International, Zaky è stato interrogato, picchiato e torturato per 17 ore - afferma SASSOLI - ora è in stato di fermo da parte delle autorità egiziane. Voglio ricordare alle autorità egiziane che l'Ue condiziona i suoi rapporti con i Paesi terzi al rispetto dei diritti umani e civili, come ribadiamo in tutte le nostre risoluzioni". "Chiedo - continua - che venga immediatamente rilasciato e restituito agli affetti dei suoi cari e ai suoi studi: ne ho parlato con l'Alto Rappresentante Josep Borrell e mi ha assicurato che solleverà" il caso nel Consiglio Affari Esteri di lunedì prossimo a Bruxelles.

Venerdì 14 febbraio 2020, dalle ore 19 gli attivisti e le attiviste del gruppo Amnesty International Pescara Chieti si ritroveranno in piazza della Rinascita (piazza Salotto) a Pescara, per chiedere la liberazione di Patrick George Zaki, attivista e studente egiziano di 27 anni che dall’8 febbraio si trova in detenzione preventiva nella città di Mansoura, dove è previsto che resterà per almeno 15 giorni. Zaki era partito da Bologna, dove frequenta un m aster presso l’Università Alma Mater, per trascorrere un periodo di vacanza nella sua città natale, ma una volta atterrato all'aeroporto del Cairo, durante la notte tra il 6 e il 7 febbraio, è scomparso per 24 ore. Nessuno, nemmeno i suoi genitori, è stato inizialmente informato del suo arresto. Secondo quanto denunciato dai suoi avvocati, Zaki ha già subito minacce ed è stato picchiato e torturato con scosse elettriche. “La sensazione è che si tratti dell'ennesima persecuzione verso un attivista. I reati imputati a Patrick Zaki, infatti, si riferiscano ad attività di denuncia, di informazione e di critica e sappiamo che in Egitto l’Agenzia per la Sicurezza Nazionale si rende responsabile di rapimenti, torture e sparizioni forzate nel tentativo di incutere paura agli oppositori e spazzare via il dissenso pacifico. Temiamo perciò che la detenzione preventiva di Zaki possa protrarsi per tutta la durata delle indagini e che possa essere torturato di nuovo. È importante agire subito e agire uniti per chiedere che Patrick venga liberato immediatamente!” ha dichiarato Giacomo Labricciosa, responsabile di Amnesty International per l’Abruzzo Molise. L’appello “Libertà per Patrick” è online all’indirizzo: https://www.amnesty.it/appelli/liberta-per-patrick/

Ultima modifica il Mercoledì, 12 Febbraio 2020 18:00

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