Erano stati gli spettatori di una tv americana a indicare possibili legami con il caso di Ylenia Carrisi, dopo la confessione di un serial killer e l'appello televisivo dello stesso Haley per identificare la vittima. Qualche settimana fa i carabinieri di Brindisi avevano prelevato alcuni campioni di dna al padre, che vive a Cellino San Marco, e agli altri tre fratelli di Ylenia. Allo stesso accertamento era stata sottoposta la madre a New York. Le analisi erano state sollecitate dall'Interpol interessata a comparare il codice genetico della famiglia Carrisi con i resti di una donna uccisa in Florida nel 1994. Un delitto, questo, rimasto irrisolto per tre anni: poi nel 1997 la responsabilita' fu attribuita a un camionista, Keith Hunter Jesperson, che decise di confessare rivelando di aver ucciso una ragazza giovane e bionda che gli aveva chiesto un passaggio e che si faceva chiamare Susanne, lo stesso nome usato da Ylenia nel periodo trascorso negli Usa. (AGI) .



