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Mercoledì, 08 Aprile 2020 12:07

Coronavirus, fase 2. Non si parla di data ancora.

Scritto da A.C
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"Massima prudenza, piccoli passi". 13 aprile, la deadline è contenuta nel Dpcm che ha decretato il lockdown per il Paese

Questa la raccomandazione che il Comitato tecnico scientifico ha affidato al premier Giuseppe Conte e ai ministri riuniti ieri in conference call per decidere i prossimi passi da compiere. La scadenza all'orizzonte è quella del 13 aprile, la deadline è contenuta nel Dpcm che ha decretato il lockdown per il Paese. La decisione su cosa fare -prorogare le misure o allentarle- è squisitamente politica e spetta al governo. Che deciderà ma avvalendosi del parere degli scienziati, che invitano alla gradualità e alla prudenza.

Arriverà per step. Prima si allungherà la lista Ateco con le aziende pronte a riaprire i battenti -il Mise è in prima linea in questa partita- poi pian piano toccherà alle altre attività produttive del Paese. In fondo alla lista ristoranti, bar e pub, dove si gioca gran parte della vita sociale degli italiani. Non a caso per i cittadini il ritorno alla normalità verrà solo poi. E anche qui un passo alla volta, mascherine sul volto e distanza di sicurezza a dividere ancora abbracci, chissà per quanto. Si legge su Adnkronos.

Perché di date, alla riunione di oggi, non si è fatto parola, assicurano alcuni presenti. Ma la fase due, che non sarà "un liberi tutti", va delineata, studiandone le modalità. Che passano, ancora una volta, dagli scienziati, chiamati a ragionare anche sulla cosiddetta 'patente d'immunità', i test sierologici per verificare chi ha sviluppato anticorpi al Covid-19. Uno spiraglio per un ritorno a qualcosa che somigli, seppur lontanamente, alla normalità.

Il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia a Circo Massimo su Radio Capital ha detto questa mattina, "Il 4 maggio? No, Non c'è una data per fase due e riapertura. E' una valutazione che dovrà fare il Consiglio dei ministri e concordare attraverso la cabina di regia, che è una proposta del Pd. La Fase due è da costruire insieme fra maggioranza, opposizione, Regioni, scienziati e parti sociali. E' l'interruttore generale che si riaccende, bisogna ripartire gradualmente anche in base al fattore di rischio dei singoli settori produttivi. Il grado di rischio determinerà i tempi".

Ultima modifica il Mercoledì, 08 Aprile 2020 12:17

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