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Venerdì, 17 Aprile 2020 18:11

Coronavirus. De Luca pronto a chiudere. Fontana: faremo ciò che dice la scienza.

Scritto da A.C.

De Luca: "In Campania abbiamo registrato un tasso di decessi che, in relazione alla popolazione, è il più basso d'Italia"

La Campania chiuderà i suoi confini se le regioni del Nord faranno una "corsa in avanti" verso la riapertura pur avendo ancora "una presenza massiccia del contagio". Lo ha detto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca nel corso di una diretta Facebook.

"Ho ascoltato posizioni di altri colleghi presidenti di Regione, soprattutto del Nord ma anche del Sud - ha detto De Luca - che premono per affrettare la ripresa di tutto. Io credo che dobbiamo avere grande senso di responsabilità, partendo dai dati concreti. In Lombardia, ancora ieri, abbiamo registrato circa mille nuovi contagi. Nel Veneto, che sta messo meglio, abbiamo registrato quasi 400 nuovi contagi. Nel Piemonte abbiamo registrato 800 nuovi contagi. Questa è la realtà che abbiamo di fronte a noi. Se una regione d'Italia con situazione epidemiologica assolutamente non tranquillizzante accelera in maniera non responsabile e non coerente con i dati del contagio, rischia di rovinare l'Italia intera".Ecco perché, ha spiegato De Luca, "se avessimo una corsa in avanti da parte di regioni nelle quali abbiamo il contagio presente in maniera così forte, la Campania chiuderà i suoi confini. Faremo un'ordinanza con la quale vieteremo l'ingresso in Campania di cittadini provenienti da regioni con il contagio pienamente in corso. Possiamo fare anche la corsa a riaprire tutto, l'isolamento dei cittadini, la limitazione alla mobilità, sono cose che pesano. Ma la cosa più drammatica sarebbe un'altra: riaprire le attività economiche in maniera indifferenziata e poi, dopo due settimane, il tempo di sviluppo del contagio, essere costretti a richiudere tutto. In questo caso sì, noi non reggeremmo più e crollerebbe l'Italia". Sulla situazione nella Regione da lui governata, De Luca ha affermato: "Devo dire con estrema convinzione che noi abbiamo salvato la Campania, l'abbiamo salvata avendo assunto decisioni in qualche caso due settimane prima del Governo nazionale".

"Non era scontato - ha aggiunto - lo abbiamo fatto con scelte difficili, con il senso di responsabilità dei nostri concittadini. In Campania abbiamo registrato un tasso di decessi che, in relazione alla popolazione, è il più basso d'Italia insieme con quello della Basilicata e credo della Sicilia. Ma è evidente che abbiamo pagato un prezzo anche noi".

Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia, in vista della data del 4 maggio dice "Se la scienza ci dirà che dobbiamo stare chiusi, staremo chiusi".

"Credo che si sia voluto interpretare in modo malevolo in mio intervento. La condizione ineludibile per parlare di riapertura è il via libera della scienza e degli esperti e di chi sa interpretare l'evoluzione epidemiologica del virus. Se la scienza ci dirà che dobbiamo stare chiusi, staremo chiusi. La riapertura comporterà una serie di cambiamenti sostanziali nei comportanti, dobbiamo farci trovare pronti se l'evoluzione dell'epidemia dovesse andare in senso positivo, se ci fossero le condizioni di riaprire il 4 maggio dovremmo essere pronti. La riapertura non dovrà prescindere dalla salute e dalla sicurezza di cittadini e lavoratori", dice a Mattino Cinque. "Se non ricordo male, domani c'è la cabina di regia con il governo. Ogni regione deve presentare il proprio progetto e le proprie idee e ci deve essere un confronto. E' la stessa cosa che avviene oggi nel tavolo che ho convocato con tutte le componenti della nostra regione: ascolteremo le esigenze di tutti e faremo la sintesi. Bisogna ragionare sugli interventi che regione e stato dovranno promuovere per favorire la ripresa economica, sono tanti gli argomenti da affrontare", aggiunge.

“La curva del contagio è in fase decrescente a livello nazionale anche se con intensità diverse di circolazione del virus nelle varie zone del Paese”. Così il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro, in apertura della conferenza stampa settimanale sull’analisi dell’andamento epidemiologico relativo a Covid-19 in Italia. I casi positivi all’infezione confermati al 16 aprile, riportati dai laboratori regionali di riferimento, erano 159.107. “L’adozione delle misure di lockdown hanno consentito di limitare la diffusione del virus in molte aree - ha proseguito Brusaferro -. La Lombardia rimane la regione più colpita anche se la curva dimostra un decremento dei casi. Il Veneto mantiene la stessa tendenza così come l’Emilia Romagna. In altre regioni la circolazione del virus è più limitata”.

Ultima modifica il Venerdì, 17 Aprile 2020 18:21

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