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Martedì, 21 Aprile 2020 16:13

Covid19/Abruzzo. 45mila euro a Oasi dello Spirito, utilizzo di una porzione per 60 giorni

Scritto da redenz

il Vice Presidente del Consiglio regionale Domenico Pettinari che spiega “Questi fondi avrebbero svolto una duplice funzione se fossero stati destinati tramite evidenza pubblica alle strutture alberghiere del territorio".

Sono 45mila euro i soldi pubblici che Regione Abruzzo pagherà per 60 giorni di utilizzo di una porzione della Struttura Oasi dello Spirito , situata tra Montesilvano Colle e Spoltore.

E’ questo quanto prevede il contratto di locazione stipulato dall’Ente, in favore di una Fondazione, per ospitare nella struttura ecclesiastica pazienti risultati positivi al Covid già ospedalizzati o che non possano restare presso il proprio domicilio o persone in sorveglianza sanitaria.

Una cifra di tutto rispetto visto che, a quanto si apprende dal contratto, servirà esclusivamente per l’affitto e le utenze di una parte della struttura, che con grande probabilità sarebbe comunque rimasta vuota. Nel contratto, infatti, si legge che le spese di sanificazione prima e dopo, la mensa, la pulizia dei locali, la sostituzione dei letti e di lavanderia e comunque tutto quanto sarà necessario a ripristinare i locali alla condizione iniziale, sarà comunque a carico di Regione Abruzzo.

“Perché destinare questi soldi ad una struttura di proprietà di una fondazione invece che destinarli, attraverso evidenza pubblica semplificata, a strutture alberghiere che soffrono in questo momento il peso della crisi economica data dall’emergenza coronavirus?”

A chiederlo è il Vice Presidente del Consiglio regionale Domenico Pettinari che spiega “Questi fondi avrebbero svolto una duplice funzione se fossero stati destinati tramite evidenza pubblica alle strutture alberghiere del territorio. Avrebbero garantito spazi adeguati e ristorato, seppur in parte, la sofferenza di alcuni albergatori. Senza contare che l’ubicazione dell’Oasi dello Spirito è difficilmente raggiungibile in caso di emergenza ed è situata lontano da altri servizi di base. Chiederò in sede istituzionale perché la scelta, come è accaduto in altre Regioni della Penisola, non sia ricaduta sulle strutture turistiche in difficoltà. Fermo restando che la mia perplessità nasce esclusivamente sulla scelta della struttura e non sull’iniziativa in sé – aggiunge Pettinari – poiché ritengo corretto trovare strutture alternative per far respirare gli ospedali maggiori, spostando in aree diverse quei pazienti che necessitano solo di isolamento e non di altre cure particolari. Un esempio di questa necessità arriva proprio oggi dalla segnalazione di alcuni cittadini che mi hanno chiamato preoccupati perché, ancora una volta, nel reparto di geriatria sembra ci siano malati sulle barelle lungo il corridoio, dove è impossibile mantenere il dovuto isolamento in un momento di emergenza come questo. Una situazione che geriatria soffre da anni ma che in questa emergenza potrebbe rappresentare un ulteriore problema sia per il personale sanitario che per i pazienti stessi” conclude.

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