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Giovedì, 23 Aprile 2020 16:32

Pescara: "L’auto non è il male assoluto, bisogna saper gestire la mobilità"

Automobile club di Pescara, "comunicare alla cittadinanza cosa intende fare l’Amministrazione per affrontare nel migliore dei modi la ripartenza"

 

L’approssimarsi della fine del lock-down comporta necessariamente l’adozione di provvedimenti inerenti la mobilità nelle città. Oltre a segnare la fine di un periodo di confinamento obbligatorio, la c.d. “fase 2”, o ripartenza, offre alcuni spunti di riflessione e, paradossalmente, anche una buona opportunità per rivedere alcune impostazioni relative non solo al lavoro, ma anche alla socialità ed alla fruibilità dei cittadini degli spazi pubblici ed alla viabilità in generale. Così l'Avv. Giampiero Sartorelli dell'Automobile Club di Pescara,

"Particolare importanza, nell’immediato, assume il comportamento da tenere in questa prima fase negli spostamenti quotidiani per far fronte a varie necessità: lavoro, spesa, attività sportiva ecc. ecc. L’adozione di misure di lavoro a distanza è un primo passo per intervenire sulla mobilità, non solo nel breve ma anche sul lungo periodo ed è una misura che andrebbe stimolata. Occorre, infatti, ridurre la domanda di mobilità per dar tempo al trasporto pubblico di adeguarsi ed a quello privato di rinnovarsi. D’altro canto, dovremo abituarci al fatto che il trasporto pubblico non sarà più gradito come prima (ma lo è mai stato?), per cui ci si immagina un aumento della mobilità individuale con mezzi privati come l’auto, scooter, moto, bicicletta, monopattino ecc.ecc. In questo contesto si dovrà trovare un equilibrio che non peggiori la qualità della vita e, se possibile, la migliori favorendo anche la mobilità “dolce”." Afferma.

"Ecco perché riteniamo quanto mai urgente cominciare a valutare le diverse opzioni, le diverse idee, in modo da essere pronti se non con un piano operativo, almeno con una visione di quello che dovrebbe essere fatto. Perché in questi casi non si può improvvisare, non si può dire di voler riflettere meglio in corso d’opera, bisogna avere un quadro generale predisposto ed operativo ed essere pronti ad intervenire laddove fosse necessario. E soprattutto non bisogna avere inutili pregiudizi".

"Già si leggono sui media locali le proposte di varia natura volte a governare la fase della ripartenza. Non riteniamo corretto, in questa fase, proporre soluzioni e interventi, a volte veramente imbarazzanti, solo per evitare che circolino auto in città. L’auto non è il male assoluto, bisogna saper gestire la mobilità con provvedimenti che consentano al privato di muoversi liberamente laddove non è possibile usufruire di un diverso servizio pubblico o con mezzi di mobilità alternativi."

"Quindi, a nostro sommesso avviso, l’amministrazione dovrebbe al più presto fornire la propria visione della “fase2” e, successivamente, le associazioni territoriali di categoria e tutte le varie strutture delegate debbono offrire spunti sui quali aprire la discussione".

"Ma questo va fatto in fretta, non con i tempi della politica. Non servono commissioni o task force, si tratta di comunicare alla cittadinanza cosa intende fare l’Amministrazione per affrontare nel migliore dei modi la ripartenza. Quello che però non possiamo accettare è la teoria che vede l’esistenza di un’unica imputata: l’auto. Anche perché, come tutti hanno potuto notare e come noi sosteniamo da sempre, responsabile principale dell’inquinamento della nostra città non è l’auto, se è vero che in questo mese di traffico quasi nullo le centraline dell’ARTA hanno registrato valori al di sopra del consentito. Ma come abbiamo detto sopra, questo potrebbe essere anche il momento delle opportunità, un momento in cui, approfittando di una lenta e regolamentata ripartenza, si può dar vita a progetti che torneranno utili in futuro".

"Una più attenta istituzione di piste ciclabili, piste cioè che abbiano un inizio ed una fine ed un collegamento tra loro, con le dovute tutele per chi le utilizzi, piste in definitiva progettate rispettando le norme del codice e non solo poste in essere per il gusto di aumentare il chilometraggio totale. Una maggiore cura delle zone pedonali e maggiori restrizioni al rilascio di permessi di sosta. Un effettivo controllo delle auto con contrassegni per disabili, spesso utilizzate da tutta la famiglia al solo fine di usufruire di alcune agevolazioni. E finalmente una gestione del parcheggio dell’area di risulta, che possa finalmente essere all’altezza di una città moderna come Pescara, con l’introduzione di chiusura dei varchi con sistemi tecnologici, con segnalazione visiva dei posti ancora liberi e con un pagamento a consumo gestito con colonnine automatiche".

"Questo, in definitiva, è il momento in cui ognuno deve fare la sua parte, ma in un’ottica generale, mettendo a disposizione della comunità tutte le proprie conoscenze. I politici devono dare l’indirizzo; le associazioni, gli imprenditori, i commercianti ed i professionisti le loro idee. In modo particolare gli amministratori delle società pubbliche che gestiscono servizi al cittadino devono fornire il loro importante contributo di conoscenza del problema e non chiedere alla politica cosa fare".

In questa ottica, l’Automobile Club Pescara, anche a nome di ACI Italia, "si dichiara disponibile a fornire le proprie conoscenze e le proprie esperienze maturate nel corso degli ultimi anni nel campo della mobilità sostenibile e della sicurezza stradale".

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