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Mercoledì, 08 Luglio 2020 18:53

13.595 le persone attualmente positive al coronavirus in Italia

Scritto da P.V.

Altri 15 morti in Italia per coronavirus.

Le vittime dall'inizio dell'emergenza sono 34.914, secondo i dati diffusi dal ministero della Salute. I nuovi casi positivi sono 193. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati altri 825 guariti, che portano il totale a 193.640. Sono 13.595 le persone attualmente positive al coronavirus in Italia, 647 in meno rispetto a ieri. Sono 71 i pazienti in terapia intensiva, uno in più rispetto a 24 ore fa. Quattro regioni italiane, inoltre, non hanno registrato nuovi contagi. Si tratta di Molise, Umbria, Sardegna e Valle d'Aosta. Nelle altre, in Lombardia vengono segnalati altri 71 casi, mentre sono 49 quelli registrati in Emilia Romagna.

Lettera Oms: non escludere trasmissione aerea

"Stiamo collaborando con molti dei firmatari della lettera. Ci sono evidenze su questo tema e crediamo di dover essere aperti e studiare queste evidenze per comprenderne le implicazioni sulle modalità di trasmissione e sulle precauzioni da prendere. Ci sono alcune specifiche condizioni in cui non si può escludere la trasmissione aerea, soprattutto in luoghi molto affollati, chiusi. Ma le evidenze vanno raccolte e studiate". Lo ha sottolineato Benedetta Allegranzi, responsabile tecnico dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sul controllo delle infezioni, in conferenza stampa a Ginevra, rispondendo a una domanda sulla lettera inviata all'Oms da 239 ricercatori in cui si chiede di rivedere le posizioni sulla trasmissione del coronavirus. "Da aprile - ha precisato Maria Van Kerkhove, a capo del gruppo tecnico per il coronavirus dell'Oms - stiamo collaborando con molti degli esperti che hanno firmato questa missiva. Sono esperti in varie discipline, come l'ingegneria, che ci potranno aiutare ad esempio nel comprendere l'importanza della ventilazione negli ambienti. Stiamo studiando e tenendo in considerazione ogni possibile via di contagio, quella aerea, quella via aerosol, quella da madre a figlio. Questo è un patogeno respiratorio ma non escludiamo nessuna possibilità, continuiamo a studiare le evidenze".

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