Sicuramente qualcuno sarà stato molto felice, perché nella maturità 2020 si registra un boom di voti alti, complice la semplificazione dell’esame. Per molti altri non sarà stato esattamente un momento di gioia, soprattutto chi sognava gli ultimi giorni di scuola e le scorribande con gli amici, gli abbracci, gli amori, che non sono stati concessi dal distanziamento sociale. Ma vediamo cosa dice chi questo momento si è trovato a viverlo in prima persona.
Maria Caterina sostiene che la didattica a distanza ha reso tutti gli studenti più autonomi, è stato difficile all’inizio, ma poi si è dimostrato un buon trampolino di lancio per l’università, in cui non ci sono professori a “imboccare le lezioni” o a perdonare “quella volta che non ho potuto studiare”. Proprio questa esperienza le ha fatto sognare nuovi metodi di insegnamento, che potrà attuare grazie al conseguimento di una laurea in scienze della formazione: e chissà, se non si potesse tornare alle classiche lezioni accademiche magari potrebbe scegliere un ateneo online come Unicusano!
Anche Aurora ci ha raccontato il suo esame, come si è svolto e le misure straordinarie che si sono dovute tenere. Innanzitutto, si poteva entrare nella scuola a scaglioni, ma solo dopo aver misurato la temperatura corporea con personale Ata e personale volontario della croce rossa. Come se non bastasse l’ansia dell’esame a far agitare i ragazzi! Anche la disposizione della commissione era differente: non il classico banco lungo con tutti i professori schierati, ma un semicerchio, in cui ogni docente occupava un banco differente. L’interrogazione, di base è rimasta la stessa: Aurora è partita dal suo progetto, un percorso che partiva da “Natura morta con oggetti in viola” di Giorgio Morandi, per spaziare poi sulle altre materie. Poi i professori si sono sbizzarriti – ma non troppo, sono stati clementi! – con le domande sul resto del programma e qualcosa sugli anni precedenti. Terminato l’esame non più la classica stretta di mano, ma un congedo a voce, dopo il quale Aurora ha dovuto seguire un percorso tracciato a terra per uscire dalla scuola. Chi se la sarebbe mai aspettata una cosa del genere?
Anche Michele, maturato geometra, ha raccontato più o meno le stesse modalità di svolgimento degli esami, con professori che hanno preteso dettagli e uno studio approfondito, in particolare quelli di indirizzo come estimo e topografia, mentre altri sono stati più “buoni” – come la prof di italiano – che ha chiesto un argomento a piacere.
Niente totoautore per lo scritto di italiano o per la versione di latino, niente nottata insieme agli amici o festeggiamenti tutti insieme per il traguardo raggiunto: quest’anno davvero è stato un anno diverso e difficile per molti, ma gli studenti non si sono abbattuti e con le unghie e con i denti hanno conquistato la loro maturità, forse più meritata, di tanti studenti negli scorsi anni. Chissà cosa ci regalerà, adesso, il 2021!



